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Imperia Bene Comune sulla Scuola Edile: “soffre di un’incapacità gestionale”

"Il risultato è che Imperia sta rischiando anche in questo campo di creare disoccupazione e di perdere un know how formativo importante in materia"

Scrive Gian Franco Grosso di Imperia Bene Comune: “In questi mesi sta passando sotto silenzio il disagio che alcuni dipendenti della Scuola Edile di Imperia stanno sopportando per le scelte dissennate compiute nel tempo da chi ha gestito questo istituto, che sino a qualche anno fa  era invece la seconda scuola di Italia in materia.

In parte la crisi dell’edilizia, in parte la penuria di fondi regionali assegnati, ma in buona parte anche la mancanza di una gestione oculata delle risorse dell’ente, hanno portato al provvedimento di cassa integrazione per 8 dipendenti su 27. Mi sorprende rilevare dunque che anche un ente gestito da sei imprenditori e sei esponenti sindacali di categoria non riesce a fare di meglio, per far quadrare i conti, che agire sulle spese di personale.

MI piacerebbe però sapere perché, a fronte di un disavanzo di bilancio già strutturale a partire dal 2013, il CdA della scuola decise di assumere nel 2014 tre nuovi dipendenti. MI piacerebbe altresì capire perché la scuola continua ad avvalersi di collaboratori esterni per lo svolgimento di attività e funzioni gestibili invece con  proprie risorse interne, alla luce delle attuali disponibilità di bilancio. Mi chiedo, ancora, se non era possibile, anziché penalizzare 8 lavoratori su 27 (chissà poi sulla base di quale criteri), procedere con lo strumento del contratto di solidarietà, sicuramente soluzione socialmente più equilibrata.

A mio parere, al di là del ritardo regionale nell’assegnazione dei fondi, la scuola edile soffre di un’incapacità gestionale nel produrre servizi formativi adeguati al mercato, che inevitabilmente incidono sui bilanci, frutto anche dell’assenza di un direttore-manager in grado di svolgere politiche di investimento da un lato e di oculatezza gestionale dall’altro.

Il risultato è che Imperia sta rischiando anche in questo campo di creare disoccupazione e di perdere un know how formativo importante in materia”.

 

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