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Caso Mose: anche l’ex ministro Claudio Scajola chiamato a testimoniare

Cosi' questa mattina davanti alla quarta sezione del Tribunale, presieduta da Oscar Magi, sul banco dei testimoni si sono alternati Altero Matteoli, Maurizio Sacconi e Claudio Scajola

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Imperia. Ha chiamato in aula una serie di ex ministri affinche’ testimoniassero, che lui, Marco Milanese, ex braccio destro di Giulio Tremonti e imputato a Milano per il caso Mose, non avrebbe mai potuto interferire sul Cipe per fare in modo, come sostiene l’accusa, di destinare circa 400 milioni, che altrimenti sarebbero finiti al Sud Italia, al Consorzio Venezia Nuova per le dighe in laguna in cambio di 500 mila euro.

Cosi’ questa mattina – scrive l’Ansa – davanti alla quarta sezione del Tribunale, presieduta da Oscar Magi, sul banco dei testimoni si sono alternati Altero Matteoli, Maurizio Sacconi e Claudio Scajola. Scajola, ex ministro dello sviluppo economico, ha ricordato come “funziona” il Cipe (“era una riunione veloce il giorno prima del Consiglio dei Ministri”, ma tutto veniva deciso nel “pre-Cipe” a cui partecipavano i sottosegretari”), per poi concludere: “Milanese non aveva alcun ruolo nel Cipe. L’ho visto molte volte in Parlamento e fuori dall’ aula del consiglio dei ministri perche’ accompagnava Tremonti”.

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