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Bordighera, apre una nuova agenzia di scommesse: su Facebook scoppia la polemica

"Non possiamo impedire ad una attività di aprire se ha concessioni e autorizzazioni in regola", ha dichiarato l'Assessore Debenedetti

Bordighera. Non è passata inosservata l’apertura di una nuova agenzia di scommesse nella Città delle Palme.
La foto del locale, “postata” su un gruppo Facebook dedicato alla città, ha riscaldato gli animi di molti.

“Così si rovina la gente”, si legge nei commenti, “Già ne vedo tanti alle macchinette nei bar”.

“Evidentemente questo è ciò che “tira” al giorno d’oggi”, scrive, sconsolato, un secondo utente.

L’agenzia, che ha aperto i battenti in via Vittorio Emanuele II, 292, è la seconda del suo genere in una città che, come molte altre in zona (e non solo) ha ancora tante, troppe, serrande abbassate a causa della crisi che ha colpito l’Italia.

E ora che hanno scoperto la nuova sala scommesse, i cittadini insorgono: “Questa è istigazione al gioco”.
E’ c’è chi se la prende con il Comune: “Non doveva permetterlo”.

“Se i proprietari dell’agenzia hanno concessioni e autorizzazioni in regola”, spiega l’Assessore al Commercio Fulvio Debenedetti, “Noi come possiamo impedire ad una attività di aprire? Non è una bisca clandestina! Si tratta di scommesse legali, non diverse da quelle che si possono fare da casa sui siti internet. La legge lo prevede: noi non possiamo farci nulla”.

Ludopatia, questo il termine coniato per indicare il gioco d’azzardo patologico: una malattia vera e propria, che rende chi ne è colpito incapace di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o fare scommesse. E per continuare a farlo, il “malato di gioco” trascura studio e lavoro e può arrivare, addirittura, a commettere furti o frodi.

“È una condizione molto seria che può arrivare a distruggere la vita”, si legge sulla pagina dedicata alla ludopatia dal Ministero della Salute, “La ludopatia può portare a rovesci finanziari, alla compromissione dei rapporti e al divorzio, alla perdita del lavoro, allo sviluppo di dipendenza da droghe o da alcol fino al suicidio”.

“Ma le scommesse non sono gioco d’azzardo”, ribadisce l’Assessore, “Non bisogna confondersi”.

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