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Boom delle vendite di crisantemi e gladioli, i florovivaisti locali possono tirare un respiro di sollievo foto

"Adesso essendoci più ottimismo la gente compra di più perché è cambiata l'ottica in cui la gente vede la crisi. Tutto ciò è molto importante per il rilancio dell'economia"

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Sanremo. “La ricorrenza del 2 novembre è uno dei momenti che spinge in alto il fatturato del mercato dei fiori”. Lo dice a Labitalia Francesco Mati, presidente della Federazione dei florovivaisti di Confagricoltura.

“In Italia – spiega – portare i fiori ai nostri cari defunti è una tradizione consolidata che va oltre la crisi e i problemi quotidiani, a differenza di altre ricorrenze dove magari si fa a meno di andare dal fioraio”.”Quella del fiore reciso -fa notare- è una tradizione, tipicamente italiana, che sta proseguendo e, anzi, non si è mai interrotta, nonostante la crisi. I mercati regionali maggiormente interessati dalle vendite del 2 novembre sono: Liguria, Campania e Calabria”.

Quest’anno ci aspettiamo un boom delle vendite di crisantemi e gladioli, preferiti di gran lunga ad altre specie di fiori per la durata e per la bellezza”. “Il consiglio è -ammette Francesco Mati- sempre quello di comprare fiori e piante italiani, non per protezionismo, ma per un’incontestabile qualità e durata superiore, rispetto alle specie di altre nazioni. Quest’anno ci aspettiamo un boom delle vendite di crisantemi e gladioli, preferiti di gran lunga ad altre specie di fiori per la durata e per la bellezza”.

Le parole del presidente della Federazione dei florovivaisti di Confagricoltura sono state in un certo senso confermate dai produttori locali. Anche al vivaio “Del Sole” di Arma di Taggia ad esempio, in questi giorni si è ripetuto un “rito annuale”, quello della vendita dei fiori, per poi portarli ai propri cari defunti per la ricorrenza dei defunti.

La proprietaria Claudia Bogliolo ha affermato: “La festa di Ognissanti è una ricorrenza che porta profitto, perché ci tengono in tanti a ricordare i propri defunti onorandoli con una bella pianta fiorita. Negli italiani è ben radicato questo giorno, sia per i cattolici e non. Per questa ricorrenza – prosegue – si vendono tanto i crisantemi, piante grasse e claque perché, quest’ultime hanno bisogno di poca acqua.”

Quest’anno il vivaio ha acquistato ben 300 piante di crisantemi in vaso di diverse specie, come il Sbocciolato e il Coreano che ricorda le margherite. Ma gli affari, fortunatamente, quest’anno sono migliori rispetto al 2014: infatti delle 300 piante disponibili ne erano rimaste ormai poche e a riguardo la titolare ha detto: “Adesso essendoci più ottimismo la gente compra di più perché è cambiata l’ottica in cui la gente vede la crisi. Tutto ciò è molto importante per il rilancio dell’economia”.

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