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Bar N.11 e i decibel di troppo, ma l’esperto dice che la normativa è sbagliata foto

L'Arpal aveva effettuato un controllo a ottobre nel locale di Oneglia

Imperia. “Monica Tondelli, fermata su un live nel suo locale per l’ennesima volta, mi ha chiesto se potevo rispiegare quello che ho ribadito più volte, visto che in pochi sanno la motivazione di questi casini che poi escono sui giornali e magari portano a sanzioni quando non ce ne sarebbe realmente bisogno”. Così inizia il lungo intervento di Enrico Guglieri, esperto e amico della titolare del Bar N.11 di piazza De Amicis di Oneglia. 

“Avrete notato tutti che tutte le volte che c’è un controllo dell’ARPAL per concertini di live music scoppia una bufera: qualcuno chiama l’ARPAL per fare il controllo dei volumi (e sappiamo che a volte chi chiama ha ragione, ma spesso qualcuno lo fa solo per rompere i c…) e TUTTE le volte, ANCHE quando i volumi sono accettabili e non danno realmente fastidio, l’ARPAL segnala un eccesso di dB. Perché? Perché il limite che è stato messo è troppo basso. Ora: chi suona da molti anni come me, sa che prima, se qualcuno li chiamava, arrivavano i carabinieri a imporre di abbassare i volumi, oppure smettere. Finita lì. Niente di strano, tutto era umano e il controllo si basava sui padiglioni auricolari di chi veniva a farli. Ora che viene l’ARPAL (che tra l’altro, chiamarli costa, quindi chi li chiama è gente che secondo me ha tempo e soldi da buttare – non farebbe prima a scendere di sotto un attimo di persona, e chiedere di abbassare i volumi? Legittimo- ), con tutta la strumentazione di controllo dei dB, fanno una misurazione e, se il numero di dB supera quello regolamentato dal comune, scatta la sanzione e/o il fermo dei live. Quando è stata fatta la regolamentazione, Monica ed altri musicisti sanno che io avevo già detto che era sbagliata perché poco prima avevamo fatto una riunione al bar11 e avevamo anche mandato una lettera in comune, che probabilmente non è stata neanche letta; dopodichè, mi sembrava di aver capito che avevano messo un limite di 80 dB (a parte eccezioni per cui bisogna chiedere permessi speciali), e dico mi sembrava perché l’ultimo articolo che parla del bar11 parla di un limite di 60dB, superato a 70dB da chi suonava la sera del controllo. Ora: secondo me era troppo basso anche 80dB; l’avevo già detto allora, e ne sapevo qualcosa perché, qualche anno prima, quando era uscita questa novità dell’ARPAL perché in un locale in cui suonavo jazz (quindi a volumi veramente bassi per essere un live!) è venuta a controllare l’ARPAL, nessuno lo sapeva ma c’era il limite dei 55dB, una cosa ridicola, ma nessuno lo sapeva perché non era ancora stata fatta una misura. 55 dB, come potete vedere dal grafico allegato, 55dB stanno tra i rumori di un ufficio e il volume di una conversazione (il grafico l’ho fatto io con un programma per fare i grafici ma i dati li ho presi dal libro : “VINCENZO PASCERI TEORIA, ANALISI e COMPOSIZIONE per i LICEI MUSICALI e i CONSERVATORI di MUSICA”).

Quando il limite è stato alzato a 80dB (l’hanno riabbassato? Mah?) era uscito anche sui giornali, e gli illusi erano contentissimi che il limite venisse alzato: da 55 a 80, sembrava chissà cosa. Ebbene, io ero già disilluso fin da allora, perché essendomi un po’approfondito la questione prima, cercando un po’su internet, ho notato che questa polemica c’è un po’ dappertutto in Italia, da quando fanno i controlli in questo modo, e poi ho capito perché: c’è un vizio di fondo dovuto al fatto che i vari comuni contrattano il limite in dB come fossero pesci al mercato, ma questo modo di pensare i numeri va bene per grandezze lineari, mentre invece i dB sono una misura logaritmica (per essere precisi, dB è un numero puro; i dB calcolati specificamente per l’audio si chiamano dBspl, ma tutti li abbreviano in dB). Cosa vuol dire? Vuol dire che, per tenere conto di un range molto grande di intensità di volumi, di ampiezza di vibrazioni cioè, che vanno dal fruscio delle foglie al terremoto, la scala di misura viene calcolata con un logaritmo, e succede che i primi numeri riguardano vibrazioni molto basse, e man mano che si va avanti aumentando il numero di dB, la pressione sonora cresce esponenzialmente; così abbiamo i primi numeri della scala che riguardano rumori molto bassi di intensità, e per calcolare un terremoto non c’è bisogno di arrivare a numeri esponenziali, basta superare i 200″.

Così dice Guglieri: “Insomma, IMHO (in my humble opinion), fino ai 100 dB non si può parlare di disturbo alla quiete pubblica. Un pianoforte a coda suonato forte in teatro arriva a picchi di 110dB, e l’orchestra sinfonica a picchi di 130. Nella legenda c’è scritto 110dB per la discoteca, ma secondo me è una discoteca al chiuso, e sono sicuro che, se vi ricordate alcune discoteche all’aperto di un po’ di tempo fa in questa città, secondo me arrivavano fino a 130dB e probabilmente li superavano anche. Se dovessi mettere un limite io, per concerti, lo metterei a 120dB, e se lo dovessi abbassare, lo abbasserei a 110dB. Tanto per essere chiari. Comunque, notate com’è fatta la curva: vedete che non è lineare, e i valori precedenti a 120 dB sono trascurabili rispetto ai successivi, dove la curva prende il volo. Contate che il calcolo semplificato per raddoppiare/dimezzare il volume in questa scala è +3 o –3: quindi, la metà di 120 non sarà 60, bensì 117; il doppio di 120 non sarà 240, bensì 123, sempre parlando della pressione sonora effettiva che ci arriva ai timpani. Il grafico che ho fatto vuol far rendere conto proprio di questo: dBspl come vienbe misurata, rispetto all’effettiva pressione sonora in pascal. Per farla ho usato un’equazione scritta in rosso sul grafico, presa da internet; se non vi fidate, allego un altro grafico, che avevo fatto in precedenza, basandomi su dati presi da wikipedia, potete controllare tutti; è uguale, solo che avevo messo l’asse delle ordinate al posto di quella delle ascisse, comunque lo vedete che il risultato è lo stesso girato di 90 gradi”.

Ancora Enrico Guglieri: “Per concludere, come potete verificare nella legenda, gli ultimi valori di misurazione che sono stati fatti al bar11 dove è scoppiato l’ennesimo caso dei “volumi alti”, si riferiscono a: 60dB, che è il volume di una conversazione, e 70dB, che è il volume di un aspirapolvere. Ora, fatemi il piacere, rideteci sopra anche voi, prima di decidere seriamente anche voi che, se si mettono dei limiti, devono essere giusti, e non far ridere i polli, far smettere di suonare i musicisti, e far chiudere i locali”.

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