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Attentato a Parigi, messaggio nel cuore della notte di una famiglia imperiese: “Orrore nella capitale” foto

In tutta la capitale locali, ministeri e scuole chiuse, potenziati i controlli anche l confine di Ventimiglia

 Imperia. La carneficina, le esplosioni, l’assalto delle teste di cuoio. Parigi nel terrore anche negli occhi degli italiani che vivono nella capitale francese per lavoro, per studio o che hanno deciso di visitarla per piacere.

C’era anche una famiglia di Imperia nell’ecatombe parigina. Michele Ravani, la moglie Francesca e i due figli Martina e Luca. Nella notte arriva un messaggio alla famiglia in Italia: “Siamo vivi, che orrore”. La famigliola si trovava a Parigi. Aveva deciso di raggiungere Disneyland, quindi la classica visita sotto la Tour Eiffel. Aveva prenotato una stanza d’albergo non lontano dalla sala da concerti Bataclan.

Qui i terroristi hanno tenuto in ostaggio un centinaio di persone dove c’è stata la carneficina, la più grave d’Europa compiuta da terroristi islamici. Tre terroristi sono stati uccisi. Almeno 28 persone che sono riuscire a scappare dalla sala concerti del teatro Bataclan sarebbero rimaste intrappolate al primo piano dell’edificio, ma sono un centinaio i morti e i feriti. “Siamo rimasti chiusi in albergo – racconta Michele – Sentivamo sirene ed esplosioni. Eravamo terrorizzati”, hanno scritto via whatsapp alla famiglia in Italia rimasta per tutta la notte incollata alla televisione che continuava a diffondere notizie agghiaccianti.

attentato parigi

La polizia ha chiuso la strada che conduce al Bataclan. Poco dopo nell’albergo della famigliola imperiese è entrato un uomo che ha visto la morte in faccia. “I terroristi erano armati. Erano molto giovani. Avevano kalashnikov e sparavano in continuazione. C’è stato il panico. La gente ha iniziato a correre e urlare. E’ stata una mattanza”.

attentato di parigi

Alzato il livello di guardia al confine di Ventimiglia con la gendarmeria che, dopo la chiusura delle frontiere anche al Monte Bianco, controlla persone e passaporti. Situazione bollente anche nei dintorni di Marsiglia dove la presenza di comunità islamiche è massiccia.

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