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Stazione di Bordighera sotto assedio con i carabinieri contro i vandali foto

Giovani bulli attendono i treni per far dispetti, ubriachi o "fatti": la nuova moda ha preso piede nella Città delle Palme

Bordighera. Tre pattuglie dei Carabinieri impegnate nella lotta contro i vandali del sabato sera. Sembrerà eccessivo, il dispiegamento delle forze dell’ordine per prevenire e contrastare gli atti vandalici che un gruppo di ragazzini attua presso la stazione ferroviaria e sui convogli che sostano al suo interno.

Ma non è così. Per capirlo basta avere necessità di recarsi in piazza Eroi della Libertà intorno alle 22,30 di sera. In quello che è diventato un vero e proprio regno di giovani allo sbando. Ragazzi che hanno trasformato la sala d’attesa nella stanza dei giochi proibiti, tra spinelli rollati davanti agli occhi dei passanti e bottiglie o bicchieri di superalcolici che una volta svuotati vengono lasciati dove capita o, peggio, gettati sui binari mentre passa un treno.

Non tutti fumano. Bisogna dirlo. Ma tanti lo fanno. E senza nessuna paura di essere “beccati” dall’adulto di turno, quello che un tempo seguiva i figli propri e altrui per vedere cosa combinavano.

Oramai lo sballo è di moda. Lo dimostrano le dosi di sostanze stupefacenti sequestrate in questo ultimo periodo dai Carabinieri, che troppo spesso si imbattono in veri e propri laboratori per la droga. Laboratori che fruttano centinaia di migliaia di euro a chi li allestisce, ma che al contempo alimentano un giro criminale senza precedenti.

Sbagliato pensare che hashish e marijuana siano droghe di minore importanza: costituiscono lo step iniziale di una scalata al consumo di sostanze stupefacenti. Dall’erba alla più pericolosa eroina il passo è breve.

Attendere i treni per far dispetti, ubriachi o “fatti”: la nuova moda ha preso piede a Bordighera. E fa paura. I malcapitati pendolari, che sui treni all’alba ci sono per recarsi al lavoro, devono fare i conti con una generazione che manca loro di rispetto.

Ragazzi che non si fermano nemmeno davanti ad una divisa, che già di per se stessa, qualche anno fa incuteva un timore reverenziale. Ragazzi che citano a memoria i loro diritti, ma che ignorano di avere dei doveri perché tutto sembra esser loro dovuto. Anche se va a limitare il diritto degli altri. Ragazzi che come sempre non hanno colpa: vittime, a loro insaputa, del comportamento degli adulti. Di una società, tutta, che ora dovrebbe cominciare a risvegliare la propria coscienza. Prima che sia troppo tardi. Prima che si arrivi alla tragedia.

Perché non si può sempre pensare che i militari dell’Arma, seppur sempre presenti, passino le notti all’aperto a controllare che nessuno si faccia male: correre davanti ad un treno in transito, come abbiamo visto fare nella notte, comporta rischi e conseguenze. E quando il treno è passato, poi, è troppo tardi per tornare indietro.

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