Riviera24.it - Notizie in tempo reale, news a Imperia e Sanremo di cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Sabato pomeriggio a Villa Luca il dialogo a più voci degli artisti del nostro territorio foto

Il 10 ottobre, alle 17, appuntamento quindi con l’inaugurazione di “Segni della comunicazione”

Sanremo. Tredici artisti del nostro territorio in mostra a Villa Luca in occasione dell’11esima edizione della “Giornata del Contemporaneo”, il grande evento che, dal 2005, AMACI (Associazione del Musei d’Arte Contemporanea Italiani) dedica all’arte contemporanea e al suo pubblico il primo o il secondo sabato di ottobre.

Il 10 ottobre, alle 17, appuntamento quindi con l’inaugurazione di “Segni della comunicazione” , l’esposizione di arte contemporanea organizzata dall’Accademia Riviera dei Fiori “G. Balbo” di Bordighera in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Sanremo.
Presenti opere di Clarindo Bassani, Sergio Biancheri, Renzo Cascin, Maria Grazia Casella, Enzo Consiglio, Stefano D’Andrea, Sandro Littardi, Carlo Maglitto, Enzo Maiolino, Pina Morlino, Bruno Muran, Judith Torok, Pino Venditti.
“I lavori – spiegano dall’Accademia Balbo – pur essendo diversi per stili e tematiche, sono accomunati dalla ricerca della propria personalità e individualità da parte di ogni artista. La mostra può essere intesa come espressione della peculiarità individuale ma anche come racconto dei simboli a cui é affidata la comunicazione”.

SEGNI DELLA COMUNICAZIONE

Comunicare significa “mettere qualcosa in comune” come, ad esempio, informazioni, impressioni, constatazioni, modi di pensare, desideri, ecc..

Quindi la comunicazione non é altro che lo scambio tra soggetti mittenti e riceventi. Per comunicare ci serviamo di segni, cioè di elementi percepibili con i sensi come i colori, i disegni, i gesti, i movimenti e i suoni. I media, le telecomunicazioni, i film sono tutti strumenti di comunicazione che utilizzano segni.

Ma può essere tradotto in segno anche qualsiasi evento o fenomeno naturale o la natura stessa. Ad utilizzare però i segni senza alcuna correlazione con il reale, c’è il rischio di non esprimere nulla. Prendiamo come esempio il bimbo che corre a cavalcioni di un manico di scopa: è la rappresentazione del cavaliere a cavallo ma il manico di scopa da solo non rappresenta il cavallo. Allora un certo codice nell’impiego dei segni è necessario per esprimere la poetica dell’artista.

Il codice dell’arte si è formato nel corso dei secoli da migliaia di artisti, è un solco dove tutti camminiamo. Anche oggi. Ogni artista usa un proprio segno che lo contraddistingue ma con questi particolari segni comunica un linguaggio, un’emozione positiva o negativa, una reazione insomma, altrimenti non serve a nulla.

I tredici artisti invitati alla mostra usano tutti un particolare segno. I loro manufatti sono tredici segni personali in un dialogo a più voci dove alcuni si rivolgono al passato, altri al futuro ma sempre comunicando un’emozione da dividere con gli altri.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Riviera24.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.