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Paganelli: “Ho portato fortuna a Vasco Rossi”

Il rocker di Zocca si esibì a Roverino agli albori della sua carriera

Ventimiglia. “E’ arrivato su una 600 Multipla tutta scassata sulla quale viaggiavano in sei”.

Ricorda tutto alla perfezione, Franco Paganelli, di quel lontano giorno di oltre quarant’anni fa quando, organizzando una festa dell’Unità nella sua prima bocciofila, decise di chiamare Ravera, che all’epoca si occupava di queste manifestazioni, ingaggiando gli artisti che vi avrebbero partecipato. “Perché all’epoca le feste erano davvero belle”, dice, “Non come quelle degli ultimi anni”.

“Lo chiamai”, racconta Paganelli, “E mi disse che mi avrebbe mandato un ragazzo nuovo, che ancora non aveva suonato da nessuna parte al di fuori della sua città. Mi disse il suo nome, all’epoca sconosciuto: Vasco Rossi”.
Un nome che, a sentirlo ora, risveglia in tutti gli italiani più di un ricordo, di un’emozione.

“Arrivò alla bocciofila su una 600 vecchia e scassata e suonò gratis per noi tutta la sera”. In realtà in qualche modo il giovanissimo Vasco venne ricompensato per la sua musica: “Mangiarono tutti penne all’arrabbiata e tanta salciccia”, ricorda Paganelli.

“Quarant’anni dopo gli scrissi una lettera”, svela il Presidente dell’Unione Bocciofila di Roverino, “Gli chiesi se si ricordava di quel giorno in cui era venuto a Ventimiglia a suonare per la festa dell’Unità e lo invitai di nuovo, perché mi avrebbe fatto piacere che tornasse qui”.

Nonostante milioni di copie vendute, il successo, la fama, i concerti sold out ovunque, il cantante di “Vita spericolata” e “Albachiara” rispose alla lettera di Paganelli: “E’ stato gentilissimo”, dice, “Si ricordava di quella serata a Roverino. Mi scrisse che gli avevo portato fortuna perché, da quel giorno, era iniziata la sua carriera”.

Scrisse anche, Vasco Rossi, che non sarebbe potuto tornare a Ventimiglia per i troppi impegni che la sua fortunatissima carriera gli procurava.

Chissà se ora, che la bocciofila rischia di essere demolita lasciando anziani e giovani senza un luogo di ritrovo, il rocker di Zocca riuscirà a trovare il tempo per fare un salto da chi, oltre quarant’anni fa, gli offrì pasta, salciccia e un pubblico per cui suonare.

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