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Nizza e la sua Promenade, una cittá bombardata dal cielo fotogallery video

Dolore e devastazione per una notte da incubo che ha lasciato il segno

Nizza. “Come un bombardamento”. Lo ripete come se fosse una filastrocca Vivien Castelli, 34 anni, nizzardo che vive nella città della Costa Azzurra. Qui gestisce un negozio di abbigliamento.

alluvione costa azzurra

Il terrore negli occhi, la scopa ben stretta tra le mani da ore cerca di liberare da fango e macerie il locale chiuso per alluvione. “Un attacco dal cielo con gocce che erano come bombe che hanno devastato con precisione chirurgica tutto quello che c’era intorno. Io mi sono riparato in casa. Fossi andato in negozio avrei rischiato la pelle e a quest’ora sarei morto”, racconta spaventato mentre cerca di liberare il retro del locale dove il mondo si è letteralmente capovolto.

Eccola la Nizza che non ti aspetti, in ginocchio piegata dall’alluvione che questa volta ha flagellato la Costa Azzurra risparmiando la Riviera di Ponente.

Immagini completamente diverse dalla cittá del lusso e degli affari, della Promenade e degli alberghi che d’estate si riempiono di russi e giapponesi alle quali siamo sempre abituati. Ora tra Nizza e Cannes c’è una immensa palude che ha lasciato a bocca aperta anche il premier Hollande che si è subito messo in contatto con il prefetto Adolphe Colrat.

Una tempesta d’acqua in quattro ore ha cancellato strade e trasformato i sentieri collinari in fiumi che ora sono impercorribili. Ed è giá iniziata la conta dei danni di questa sciagura d’autunno.

Dall’alto, a levante della cittá cioè dai quartieri periferici di Nizza, l’effetto bomba di questa tragedia è ancora piú accentuata e fa decisamente impressione. Vedi la passeggiata e il mare che si ritira. Questa notte faceva paura da morire. Dall’alto vedi lampeggianti ovunque. Sono i mezzi di soccorso con uomini impegnati da ore nel salvare il salvabile. Sulla collina si scorge l’aeroporto.

I passeggeri sono rimasti prigionieri per ore rintanati nel terminal perchè fuori Nizza era diventata come Venezia. Strade percorribili solo con fuori strada ben attrezzati.

Luis Carugati vive in collina. Da ieri sera è isolato. “Siamo rimasti per ore e ore senza luce. Anche le linee telefoniche erano in tilt – racconta – Ero a casa quando il cielo ha scaricato con violenza tutta l’acqua del mondo. Ho subito pensato a mia figlia Marianna. Mi aveva detto che avrebbe trascorso la serata nei locali del centro. Alle 2 della notte il telefono era muto. Avevo il cuore in gola e volevo partire per la cittá. Ma la strada è ostruita da rami e fango. Questa mattina mi ha chiamato. Ha trascorso la notte da una compagna di Universitá. Grazie a Dio era viva”.

Immagini di una cittá devastata e schiaffeggiata dalla pioggia e dal vento da questa mattina continuano a rimbalzare sui social network. È l’alluvione vissuto in 2.0 che ha fatto finire Nizza e la Costa Azzurra al centro del mondo. Nessuna fiction, tutto vero. Leggi le storie raccontate da amici e parenti ad altri che vivono in Italia o in America, le senti raccontare a Nizza e ad Antibes. C’è da mettersi le mani nei capelli. Tutti che parlano di morti e distruzione e che ora faticano a riprendere una vita normale.

Anche qui, come abbiamo imparato a conoscerli a Genova, sono arrivati gli angeli del fango. Nella Superba come a Nizza il volontariato non conosce confini. Guanti e stivaloni, pale e secchi l’esercito silenzioso dei giovani è partito anche dalla vicina Ventimiglia. Nizza trasformata in Venezia cerca di liberarsi in fretta dal fango.