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Manifestazione No Borders e futuro del centro di prima accoglienza: la posizione dell’amministrazione

Ioculano: "Il movimento No Borders non può considerarsi portavoce unico dei diritti umanitari dei migranti, quando la nostra città si è distinta per solidarietà - è una strumentalizzazione che non condivido"

Ventimiglia. Dopo il ripristino della legalità a Ponte San Ludovico e la ritrovata quiete seguita alla manifestazione No Borders di domenica, l’Amministrazione svolge una riflessione sulla attuale condizione della città riguardo a questo tema, sulla presenza dei flussi migratori e sulle condizioni in cui si sono trovate le persone in cammino.

Il movimento No Borders non può considerarsi portavoce unico dei diritti umanitari dei migranti, quando la nostra città si è distinta per solidarietà – è una strumentalizzazione che non condivido – dichiara il Sindaco Enrico Ioculano.

Per quanto riguarda il centro di prima assistenza sito in stazione, è chiaro che sia necessario ripensare la collocazione e le modalità di gestione. Esso infatti, come evidenziato ampiamente in una lettera già inoltrata alla Prefettura per segnalare la problematicità, ha subito una modifica nell’utilizzo e nelle finalità.

Considerata la odierna natura dei flussi – ad oggi le presenze sul territorio non sono più dovute all’arrivo di persone provenienti dalle zone di sbarco bensì il prodotto delle quotidiane e numerose riammissioni dalla vicina Francia – si intendono mutate le condizioni che portarono nei primi giorni dello scorso giugno all’individuazione del Centro.

Le persone riammesse dopo innumerevoli tentativi di varcare il confine tendono a voler rimanere nel Centro per un tempo più lungo.

Il centro di prima assistenza (individuato dalle istituzioni dopo vari sopralluoghi per far fronte alla caotica situazione venutasi a creare in stazione) si è strutturato secondo le esigenze contingenti: era infatti destinato a persone in transito.

Il Centro non è infatti dotato di quei servizi e spazi di condivisione dove trovare conforto e informazioni o dove svolgere attività di integrazione, di intermediazione culturale, imprescindibili invece per un centro di accoglienza pensato per adempiere a esigenze di persone stanziali.

Nonostante l’atteggiamento della Città abbia rappresentato un esempio positivo di solidarietà, accoglienza e maturità, la prolungata presenza del Centro oltre i termini della temporaneità, incide sulla percezione della sicurezza da parte dei cittadini che già da mesi convivono con una situazione che nata come temporanea appare sempre più consolidata e rende difficile fenomeni di reale integrazione.

Il Centro sito in stazione non appare infatti consono né alle esigenze di persone in cerca di una nuova vita né di quelle della città e soprattutto di quanti vivono nelle vicinanze del centro medesimo.

La scelta e l’individuazione di un diverso centro di accoglienza, atto ad ospitare per un tempo superiore ai 2 o 3 giorni le persone in stato di bisogno, spetta al Prefetto; la popolazione deve far fronte ad una situazione che non riguarda la sola città di Ventimiglia, ma ha a che vedere con mutamenti sociali in atto in tutta Europa.

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