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Maltrattamenti nella casa di riposo di Borghetto d’Arroscia, al processo spunta un video

Sotto accusa una dipendente della struttura

Imperia. Anziani maltrattati da una dipendente della casa di riposo di Borghetto d’Arroscia e in aula spunta un video di un anziano degente che ha indicato il nome dell’infermiera “violenta” finita sotto processo a Imperia. Ma si tratta di uno di altri casi di violenze che sono maturati nella struttura e che vedono sotto accusa anche il direttore, don Ruggero Badiale, per un doppio omicidio colposo e altri episodi di maltrattamenti.

Nel corso della nuova udienza davanti al giudice Maria Grazia Leopardi é stato ascoltato il comandante della stazione dei carabinieri di Pieve di Teco. “C’erano stati casi di maltrattamenti tra gli anziani che venivano segregati anche dentro delle camere della casa di riposo. Episodi che ci erano stati segnalati anche da altri infermieri della residenza protetta. Abbiamo effettuato dei sopralluoghi, quindi fatto intervenire i colleghi del Nas di Genova. Qui tra l’altro c’erano settanta- ottanta anziani da assistere, specie di notte. Gli infermieri e gli Osa dovevano fare straordinari e sottostare a turni massacranti. I colleghi non rilevarono situazioni strane, ma irregolaritá sui cibi che venivano somministrati ai degenti che venivano donati da associazioni”.

Altro teste, Gennaro D’Elia, dipendente della casa di riposo, colui che realizzò un filmato. “C., mi ha picchiato C.” disse l’anziano. “Io lavoravo in cucina e dopo aver saputo quello che era accaduto avevo registrato un filmato con il mio telefono cellulare. Ero stato anche punito e il mio incarico era stato ridimensionato”.

Il processo é stato poi aggiornato al prossimo 11 dicembre, ma altre udienze si terranno anche il 5 febbraio e l’11 marzo. Giorno questo della probabile sentenza.

Parallelamente in tribunale é in corso un altro processo sulla distribuzione dei viveri agli anziani ospiti. Secondo l’accusa, avrebbe fatto finire alla mensa dell’ospizio, derrate – formaggi, pasta e altro – donate dalla Onlus Fondazione Banco Alimentare di Genova e Imperia che avrebbero dovuto essere destinate ai poveri e non certo a una struttura dove gli ospiti pagano rette che vanno dai 1.300 ai 1.800 euro. Un processo che vede imputato per truffa il parroco di Borghetto d’Arroscia, don Ruggero Badiale, qui coinvolto nelle vesti di presidente della residenza per anziani «Opera Cuore Immacolato di Maria», sempre a Borghetto.

Nell’inchiesta prima e nel processo poi ci è finito il vice presidente dell’ente, Domenico D’Elia, collaboratore di don Badiale, anch’egli assistito, come il parroco, dall’avvocato Antonella Semino.

L’incriminazione nasce dal fatto che alla casa di riposo di Borghetto si pagano rette assai alte e dunque le persone ospitate non andrebbero considerate povere e tantomeno beneficiarie delle donazioni della Onlus. L’inchiesta e il rinvio a giudizio che ne è conseguito (lo ha chiesto e ottenuto il pm Alessandro Bogliolo), erano nati 4 anni fa da un’ispezione dei Nas e dalla denuncia di una dottoressa dell’Asl, con cui la struttura è convenzionata.

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