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Legge di stabilità, Toti: “Da Governo lacrime e sangue per gli enti locali”

“Serve un incontro urgente con il Governo, vogliamo avere risposte concrete rispetto a come intende muoversi l’esecutivo su questo tema”

Genova. “Il Governo deve chiarire se le Regioni possono continuare a esistere con una funzione politica al servizio dei cittadini oppure se li ritiene enti da rottamare come successo con le province. Oltre questi tagli infatti non possiamo più garantire la funzione per la quale le Regioni esistono. Non possiamo essere ulteriormente strangolati, anche perché già oggi siamo al limite della sussistenza”. Lo ha detto il Presidente della Regione Liguria e vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Giovanni Toti, all’indomani dell’ennesimo insoddisfacente incontro romano a Palazzo Chigi sulle misure contenute nella legge di stabilità da “lacrime e sangue” per gli enti locali.

“Continuano a mettere in atto un gioco che ormai ho imparato a conoscere molto bene, quello delle tre carte. Il Governo promette di abbassare le tasse a Roma, come quelle sulla casa. Proposito condivisibile, ma il rischio vero è che la pressione fiscale complessiva per famiglie e imprese addirittura cresca, come si legge anche nelle previsioni pluriennali. Infatti i tagli costringeranno gli enti locali ad aumentare le imposte a scapito dei cittadini che in caso contrario verrebbero comunque privati di servizi essenziali. Insomma, un gatto che si morde la coda. Se si va avanti con questa politica bisognerà discutere su quali poteri restano agli enti locali, in particolar modo alle Regioni: senza risorse infatti non esiste autonomia. Siamo ormai a chiedere l’elemosina a Roma.

Tuttavia le briciole non basteranno a far quadrare i conti, soprattutto nella sanità dove il paventato taglio al Fondo sanitario nazionale di 2 miliardi di euro metterebbe a rischio servizi fondamentali, erogati dalle Regioni che si fondano proprio sull’organizzazione e la programmazione del diritto alla salute, della tutela del territorio, di un trasporto pubblico efficiente e di un’assistenza adeguata ai disabili. Funzioni impossibili da garantire senza opportune risorse”. Da qui l’invito a un chiarimento con il Presidente del Consiglio: “Serve un incontro urgente con il Governo, vogliamo avere risposte concrete rispetto a come intende muoversi l’esecutivo su questo tema”.

 

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