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Compie 85 anni Luciano Acquarone, l’atleta doc di Imperia

Dal 1947 a tutt'oggi pratica con continuità lo sport agonistico, un personaggio molto amato in città

Imperia.Compie 85 anni Luciano Acquarone (nato a Imperia il 4 ottobre 1930) uno dei più grandi atleti italiani. Viene considerato una autentica “colonna” dello sport locale, nazionale e internazionale.

Risiede con la moglie Anna ad Imperia dove ha lavorato per 40 anni ininterrottamente per la Società Pietro Isnardi ricevendo per questo il premio “C.C.I.A.A. Fedeltà al lavoro”. Una carriera la sua di tutto rispetto: dal 1947 a tutt’oggi pratica con continuità lo sport agonistico, tesserato nel tempo per i seguenti gruppi sportivi: S.C. Borgo Peri, U.S. Maurina (società di cui è stato anche allenatore, direttore sportivo e presidente), G.S. Riviera dei Fiori, Pedale Azzurro, CUS Torino e Olimpia Amatori Rimini.

Nel periodo giovanile si è dedicato al mezzofondo con buon successo in campo regionale, ma le prestazioni di valore assoluto giungono con la maturità e dopo aver risolto favorevolmente la lunga battaglia burocratica con la FIDAL per il rilascio del tesserino.

Nel 1968 l’allora trentottenne Acquarone, causa inderogabili impegni di lavoro, aveva soprasseduto al rinnovo del tesserino FIDAL pur restando nell’ambito societario. Nel 1969 all’atto del rinnovo la US Maurina si vede rispondere dalla Federazione che l’art. 8 comma 1 del “Regolamento Organico Federale” prescrive in modo tassativo che coloro i quali hanno superato i 35 anni qualora abbiano avuto una interruzione dell’attività agonistica, non possono essere tesserati alla FIDAL.

La Maurina invia allora a Roma documentazione dettagliata attestante l’ottima condizione psicofisica dell’atleta, documentazione tra l’altro suffragata da significativi risultati agonistici conseguiti anche a livello nazionale, dove Acquarone continuava a gareggiare in corse su strada come “Atleta Libero” ben accetto ed anzi richiesto da pressoché tutti gli organizzatori. La società trasmette pure, sempre al fine di avvalorare la validità tecnica dell’atleta, i risultati cronometrici di test effettuati in pista. Non mancano infine pressioni accalorate dell’allora Presidente Primo Nebiolo.

Per la FIDAL ed i media si tratta di un vero e proprio “Caso Acquarone”. Trascorrono altri due anni e finalmente Roma accetta la realtà di un quarantunenne che troppo spesso, seppur privo di tesserino, giunge primo al traguardo. È del 28 ottobre 1971 la comunicazione ufficiale della FIDAL che “in via del tutto eccezionale” autorizza Luciano Acquarone a tesserarsi come atleta. Il caso Acquarone è da considerarsi con tutta probabilità la pietra miliare dalla quale prese avvio di lì a poco il grande movimento dei MASTER, con la porta aperta all’agonismo regolamentato senza limiti di età.

Ora per Luciano, tesserino in tasca, si apre una nuova stagione. Giungono subito affermazioni importanti in numerose gare su strada in Italia e nella vicina Francia. Successi nella Biella-Piedicavallo, nella maratona di Vallecrosia e nella prestigiosa corsa al Monte Faudo, gara che egli stesso aveva creato da Presidente dell’U.S. Maurina.

Il “battesimo” tra i big della maratona avviene il 1º maggio a Busto Arsizio, test per la nazionale Italia-Belgio, dove Luciano è sorprendentemente quarto in 2h 24′ 09″. Non sono trascorsi sette mesi dal rilascio travagliato del tesserino che la FIDAL assegna una maglia azzurra al battagliero atleta imperiese.

L’11 giugno a Bruxelles Acquarone, che si prodiga per il successo della squadra italiana, è ancora quarto degli azzurri in 2h 20′ 21″ sesta prestazione nazionale di sempre (Palma d’Oro di 1º Grado FIDAL). L’anno 1972 prevede a settembre le Olimpiadi di Monaco. Il test per la selezione degli azzurri doveva essere il Campionato Italiano assoluto di Rassina del 25 luglio dove Luciano chiude al secondo posto in 2h 26′ 09″ a soli 9 secondi dal vincitore dopo aver dominato l’intera gara.

Nonostante la grande prestazione Acquarone non parteciperà comunque ai giochi olimpici. La stagione si conclude con la terza vittoria nella “Corsa al Monte Faudo”, successo strepitoso tra il pubblico amico. Il 1973 inizia con il primo posto nel Cross Internazionale di Montecarlo, il terzo successo nella maratona di Vallecrosia, la importante vittoria nella durissima Torino – Chieri (Km. 18), il quinto posto nella maratona IGNIS (selezione per la nazionale Italia – Francia – Cecoslovacchia). Tali risultati valgono ad Acquarone la convocazione in azzurro.

Gli anni 1974, 1975 e 1976 proseguono con attività frenetica nella quale si evidenziano piazzamenti importanti in gare nazionali ed internazionali. Rilevante il quarto successo nella maratona di Vallecrosia, nel Trofeo Carletti a Nizza, nella traversata del Golfo dei Poeti a Lerici, ma soprattutto la prestigiosa vittoria nella maratona Internazionale di Marsiglia. L’attività frenetica fa sì che anche per Luciano comincino i problemi fisici. Una dolorosa tendinite necessita di intervento chirurgico e la ripresa è lenta.

Sono gli anni dal 1977 al 1980, anni durante i quali come terapia all’infortunio Acquarone si dedica al ciclismo amatoriale della Federazione Ciclistica italiana. Anche in questo frangente Acquarone riesce ad affermarsi in numerose gare in Italia ed in Francia conquistando tra l’altro la vittoria nel campionato italiano di categoria (Pretola – Perugia 1977).

A 50 anni, nel 1981, ritrovata la condizione fisica Luciano Acquarone ritorna alla corsa con la grande opportunità dei Master. Sotto l’egida della W.A.W.A. (World Association of Veterans Athletes) e della FIDAL, Luciano inizia una nuova carriera che si protrae ancora oggi. Sono oltre trent’anni di successi nelle diverse fasce di età e nelle diverse distanze del mezzofondo e fondo, campestri ed indoor.

Luciano Acquarone partecipa a 46 gare di Campionati Mondiali ed Europei conquistando 46 volte il podio. Specificatamente si parla di 19 medaglie d’oro, 6 d’argento ed una di bronzo ai Mondiali e di 16 medaglie d’oro, 3 d’argento ed una di bronzo agli Europei.

Si aggiudica inoltre 75 titoli italiani. Nello stesso periodo stabilisce 7 records mondiali e 6 records europei. Nel suo straordinario palmarès figurano infine ben 29 migliori prestazioni italiane FIDAL dei quali 26 outdoor e 3 indoor.

Parte della lunga storia sportiva ed umana di Luciano Acquarone è stata raccolta nel libro di Daniele Menarini “Una vita di corsa”.

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