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Bordighera, in consiglio comunale si è a lungo dibattuto su pratiche immobiliari foto

Spuntano intercettazioni sul progetto in zona Sapergo

Bordighera. Si è da poco concluso il Consiglio Comunale presso la Sala Rossa del Palazzo del Parco.
Tra gli argomenti più discussi, la ratifica alla terza variazione al bilancio di previsione, le pratiche legate all’operazione immobiliare di zona Sapergo e dell’Angst, e le mozioni e interpellanze della Minoranza.

Variazione al bilancio: due i punti su cui si l’Opposizione ha insistito maggiormente: spesa per le telecamere pubbliche e riqualificazione della piazzetta in via Romana che, ad oggi, ospita un chiosco vuoto.
“Abbiamo un grande fratello a Bordighera”, ha dichiarato il Consigliere De Vincenzi, riferendosi alla spesa per implementare il servizio di videosorveglianza.

A rispondere è stato il Sindaco Pallanca, “Le richieste di acquistare telecamere sono fatte da Prefettura, Carabinieri e Polizia. Bordighera non è un grande fratello per chi non ha niente da temere”, come a dire: le telecamere non servono per spiare le persone, ma per difenderle da furti e pericoli. Proprio grazie al sistema di videosorveglianza è stato fatto più di un arresto.

Per quanto riguarda il tanto contestato bar sulla Romana, a prendere la parola è stato l’Assessore Maccario: “Non si tratta di una spesa, ma di un investimento. E se pensare di rivitalizzare una zona che ora è morta e creare, inoltre, posti di lavoro per voi è una cosa negativa, allora significa che ragioniamo proprio diversamente”.

Il Consigliere Fonti ha chiesto, in merito, se si è pensato anche al traffico che si verrà a creare sulla Romana con la creazione di un bar. I parcheggi mancano e chi vorrà un caffè al volo, lascerà la macchina in mezzo alla strada. “Avete pensato a mettere lì un vigile fisso?”
“A gestire la situazione sarà il Comandante Satta”, ha replicato il Sindaco, “Che ha risolto situazioni molto più difficili di questa”.

Secondo Marani, invece, per riqualificare la piazzetta basterebbe abbellirla, senza contare che “Il Comune non deve fare bar, ma deve offrire ben altri servizi ai cittadini”, ha dichiarato. Il suo pensiero è stato condiviso anche da De Vincenzi, contrario all’operazione.

Passate senza intoppi né problemi le pratiche relative alla quarta variazione al bilancio di previsione e alla modifica del regolamento per la concessione di chioschi destinati alla vendita di materiale editoriale. Concessione che passerà, come previsto da una legge regionale, dalla durata di dieci anni a quella di dodici.

Più dibattuta la questione Sapergo. Non tanto per l’argomento in sé – una presa d’atto di un mero errore grafico su due tavole – ma per la discussione che ne è sorta a seguito dell’intervento del Consigliere De Vincenzi.
“Ho trovato un articolo molto interessante in cui si parlava dell’operazione immobiliare su Sapergo”, ha esordito il Consigliere, “Ho letto delle intercettazioni telefoniche, delle quali si discuterà nel processo ‘la svolta’ che riguardano proprio questa operazione. Intercettazioni che mi sono procurato e nelle quasi si legge di presunti mafiosi che parlano di raccomandazioni sulla pratica in questione. Siamo sempre stati contrari a questa operazione e ora, alla luce di questo fatto, mi chiedo se forse il Comune non avrebbe dovuto sospendere la pratica per saperne di più, attendendo che le vicende giudiziarie siano chiarite”.
La pratica dovrebbe essere fermata, o quantomeno sospesa, ha chiesto De Vincenzi, in modo che possa essere valutata “con più serenità”.

“Stiamo parlando di una pratica che è stata adottata in epoca commissariale”, ha ribadito l’Assessore Mariella, “E questo comunque è un Consiglio Comunale e non la Procura, sede preposta dove parlare di certi argomenti”. Come ha ribadito anche il Presidente del Consiglio Comunale Bozzarelli: “Le intercettazioni vanno lasciate al tribunale. Inoltre, ora riascolterò le registrazioni perché Lei ha lasciato intendere che la Maggioranza possa avere delle collusioni”, ovvero degli accordi fraudolenti.

Il clima che si respirava in Consiglio, a questo punto, si è fatto molto teso e a poco è servito il chiarimento di De Vincenzi – “Il mio intervento non ha sottinteso nulla” – per riportarlo alla completa serenità.

Come era prevedibile, altro argomento caldo è stato quello relativo all’Angst, ex albergo, ora decadente, sito in Via Romana.
“Chiamarlo edificio è un eufemismo”, ha esordito l’Assessore Mariella per illustrare la pratica, “Altro non è che uno scheletro. Stessa cosa si può dire del parco”.

Lo svincolo richiesto, in realtà, è dovuto al titolo edilizio in essere e non al fatto che si vada a perdere un albergo”.
Concedere lo svincolo dalla destinazione d’uso alberghiera porterà a Bordighera una strada Coggiola più larga (lavori per oltre 600mila euro) e un nuovo PalaParco o, meglio, una parte di esso.

Sì perché è proprio questo il punto più dibattuto, che trova scontenta l’intera Minoranza: “Noi stiamo valutando una pratica su un progetto che è di massima. Non sappiamo come sarà il progetto definitivo e, di conseguenza, non sappiamo i costi che comporterà e sui costi c’è tanto da dire”, ha dichiarato De Vincenzi, “E’ un progetto da oltre 3 milioni e 600mila euro, ma la società Angst finanzierà l’operazione per 3milioni e 100mila euro. Chi metterà gli atri 500mila? Senza contare che dai costi del progetto sono esclusi arredi, sistemazioni esterne e altro ancora. Quindi la cifra è destinata a salire”.

Secondo De Vincenzi si rischia, quindi, “un’altra incompiuta, dopo lo scempio di Trento che è sotto gli occhi di tutti”.

Il Consigliere Laganà ha proposto di investire i soldi in altro: “Questi tre milioni verranno spesi in qualcosa che fondamentalmente abbiamo già, mentre abbiamo altri problemi, ben più seri. Non ci sono, ad esempio, argini del fiume dalla zona delle Due Strade a salire. Prima bisogna mettere in sicurezza la città e poi si può pensare a progetti faraonici”.

“L’Ufficio tecnico ha elaborato un progetto per la messa in sicurezza della città”, ha puntualizzato l’Assessore Maccario, “Che prevede interventi per oltre tre milioni di euro: la Regione ci ha dato spazi per 71mila euro. Mentre, per interventi di sistemazione delle falde acquifere a Montenero, abbiamo avuto risposta positiva, ma solo se avessimo completato i lavori in un mese. E questo sarebbe stato impossibile”.
Ma, ha precisato il Sindaco, “Queste stesse richieste verranno formulate alla nuova amministrazione regionale, perché ovviamente, le risposte negative ci sono pervenute dalla giunta precedente”.

Come da ordine del giorno, il Consiglio si è concluso con la discussione di interrogazioni, mozioni e interpellanze.

La prima, una mozione in merito a Villa Regina Margherita, è stata presentata dal Consigliere M5S Marani. Tra le varie cose chieste al Sindaco, Marani ha voluto esser portato a conoscenza di quali siano le mosse concrete dell’Amministrazione per cercare di riportare a Bordighera un museo.

Due le proposte su cui sta lavorando Pallanca: quella della galleria Ferrero di Nizza e quella relativa ad un incontro con Carlo Petrini (Slow Food).
Per la prima, però, sembrerebbero esserci dei problemi dovuti alle recenti dichiarazioni pubbliche xenofobe del gallerista: dichiarazioni che mal si concilierebbero con un l’immagine di un Comune.

Mentre l’incontro con Petrini è servito al Sindaco per confrontarsi con nuove realtà e dunque con possibilità diverse: al posto di una sede museale, Villa Regina Margherita potrebbe essere utilizzate per presentare le eccellenze enogastronomiche de territorio, con la possibilità di offrire anche un servizio foresteria.

L’interrogazione sulla situazione “igiene urbana” dei consiglieri di “Bordighera in comune” non ha sortito l’effetto da loro sperato: l’Assessore Bulzomì non si è dimessa dal suo incarico, come invece richiesto, e l’Amministrazione non cambia la sua linea di pensiero.
La risposta puntuale della Bulzomì ad ogni interrogativo dell’interrogazione non ha soddisfatto De Vincenzi: “Non basta un aumento di poco più di un punto percentuale sulla raccolta differenziata. Il risultato raggiunto non è sufficiente (37 % circa). La popolazione non è informata sui metodi di raccolta: ci vogliono incontri con la gente, non delibere di Giunta per spiegare le cose ai cittadini”. Ha concluso De Vincenzi: “Non mi stanco di ripetere, come faccio da due anni e mezzo a questa parte, che Bordighera ha bisogno di un nuovo appalto di igiene urbana”.

In ultimo si è parlato del marciapiede di via Vincenzo Rossi che, fino a pochi giorni fa, presentava situazioni di pericolo, come sottolineato dal Consigliere Massimo Fonti: “Ora, dopo quaranta giorni da quando ho iniziato a chiedervelo”, ha dichiarato il Consigliere, “Avete finalmente messo il tratto di marciapiede in sicurezza. Ma ci voleva così tanto?”.

“Gli operai comunali sono pochi”, ha ribattuto l’Assessore Debenedetti. “Capisco, allora fate piccoli appalti esterni per intervenire più in fretta sulle situazioni più pericolose”, ha concluso Fonti.

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