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Aveva intascato 32 mila euro dalle Poste di Bajardo, ex direttrice condannata a due anni

Aveva sottratto 32 mila euro che il compagno usava per giocare ai videopoker

Imperia. Per aver sottratto 32.831 euro in diverse modalitá e tempistiche l’ex direttrice dell’ufficio postale di Bajardo, S.P., é stata condannata dal collegio del tribunale di Imperia, presieduto dal giudice Donatella Aschero, a due anni di reclusione (pena sospesa) dopo una camera di consiglio durata un’ora.

Una storia che risale al 2008 scoperta dalla polizia postale di Imperia che aveva indagato su input dell’ex direttrice della filiale di Imperia e Sanremo che, in un controllo a sorpresa, aveva scoperto degli ammanchi a più riprese di soldi, in moneta e carta. Dai cassetti non erano stati sottratti libretti postali o altri titoli di credito di clienti.

Dopo aver intascato i soldi tra aprile e ottobre aveva ammesso le proprie responsabilitá. Ma altri ammanchi si sono verificati in precedenza sempre saldati.

Interrogata aveva detto inizialmente di essere stata “costretta per necessitá. Dovevo pagare il mutuo della casa e quindi altri debiti maturati anche per far fronte alle spese notarili”.
Una parte dei soldi, che preleva in posta, erano stati consegnati al compagno che li giocava ai videopoker.

In merito agli ammanchi di denaro, tra l’altro, la ex funzionaria aveva confessato di aver sottratto i soldi durante gli orari di ufficio, il martedí, il giovedí e il sabato. La ex direttrice aveva anche intenzione di restituire le somme che aveva intascato “somme che tuttavia – ha detto il pm – non sono mai tornate in cassa. Da qui l’accusa di peculato. Non era quindi possibile contestarle l’accusa di appropriazione indebita o truffa aggravata”.

“In realtá aveva restituito 3 mila euro che in una occasione aveva prelevato dal bancomat”, ha spiegato il suo legale che ha anche ricordato come “il compagno esercitava una violenza psicologica pressante. La sua vita quindi é stata minata”.

Questa mattina in tribunale il pm Bogliolo e il suo legale, avvocato Giulio Bettazzi (nella foto) hanno raggiunto un accordo evitando la sfilata dei testi. La pubblica accusa, considerato che la donna é incensurata, ha chiesto una condanna a due anni di reclusione oltre alle pene accessorie previste dalla legge.

La funzionaria nel frattempo é stata licenziata dall’ente poste che secondo lo stesso pm “aveva subito un danno patrimoniale di rilevante interesse”. Alla donna, ora disoccupata, erano stati pignorati 10 mila euro che rappresentavano i soldi ricevuti dell’ereditá del padre. Va anche ricordato che le Poste non si sono costituite parte civile.

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