Alluvione in Costa Azzurra: si aggrava il bilancio delle vittime, ora sono 17 fotogallery video

Situazione ancora difficile in molte località tra Nizza e Cannes duramente colpite dal passaggio della tempesta di acqua e di vento

Nizza. Sale a 17 morti il bilancio provvisorio delle inondazioni in Costa Azzurra. Secondo quanto si apprende dalle autorità è stata ritrovata morta una delle persone disperse, una donna di 31 anni di Grasse.

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La sua auto era nel fiume Frayere, a Mougins, nell’entroterra di Cannes. Secondo le fonti, le persone che ancora non rispondono all’appello sono fra tre e cinque.

Sono stati circa cinquemila i cittadini ed i turisti sfollati tra Villeneuve e Cannes sfollati a causa del nubifragio che si è abbattuto sulla Costa Azzurra. La maggior parte di questi ha trovato riparo nelle carrozze dei treni messe a disposizione dalla Societé Nationale de Chemin de Fer francese (Sncf). Dal momento dell’alluvione sono stati mobilitati circa 550 pompieri e sono stati effettuati quasi 200 viaggi in elicottero da parte della Securité Civile del dipartimento delle Alpi Marittime e di Bouches du Rhone. Ancora molti problemi per il traffico bloccato sia sulla A8 che nella viabilità ordinaria. Impegnata anche la Croix Rouge francese.

Questa la situazione fotografata dalla Prefettura di Nizza. Sull’A8 la circolazione è in miglioramento nei due sensi di marcia dall’Italia verso Aix en Provence. Traffico ferroviario ancora interrotto; 150 persone sono state sistemate nel Palazzo della Vittoria a Cannes e 100 in un altro centro di Antibes. Il bilancio è di 17 vittime e di 4 dispersi. La Prefettura ha messo a disposizione un numero speciale per l’emergenza 04 93 72 22 22.

E adesso arrivano anche le analisi sulle cause della devastante alluvione con piogge prodotte da un mix di correnti: l’aria fredda della perturbazione proveniente dall’Atlantico e’ entrata nel Mediterraneo, richiamando da Sud masse di aria calda. Sul tratto di mare in corrispondenza delle coste francesi meridionali si è formata così una “miscela esplosiva”, nella quale l’aria fredda arrivata dall’Atlantico ha attirato quella calda in un vortice di bassa pressione che ha prodotto nubifragi.

“All’inizio dell’autunno le perturbazioni atlantiche cominciano ad entrare nel Mediterraneo, un mare piuttosto caldo e che durante l’estate ha accumulato molta energia”, spiega il meteorologo Andrea Giuliacci, del Centro Epson Meteo. La situazione è analoga a quella che nei giorni scorsi ha provocato l’alluvione in Sardegna. “In entrambi i casi – rileva – l’aria fredda dell’Atlantico ha raccolto una grande quantità di energia e umidità”, effetto dell’estate eccezionalmente calda appena trascorsa.

Tuttavia, secondo l’esperto, se fino a circa 30 anni fa situazioni del genere erano piuttosto rare, recentemente stanno diventano frequenti. “Il Mediterraneo – osserva – è decisamente più caldo di quanto non lo fosse 20 o 30 anni fa, ed oggi è un significativo serbatoio di energia cui attingono le perturbazioni in ingresso”.

Anche in passato si sono verificate alluvioni improvvise, che nell’arco di poco tempo hanno concentrato piogge torrenziali, “ma eventi come questi fino a qualche decennio fa erano rari, eccezionali. Purtroppo adesso stanno diventando la norma e si ripetono con frequenza elevata: in ogni stagione si verificano alluvioni e improvvise inondazioni”.

In realtà “la quantità di pioggia che cade non è cambiata molto dal 1880 ad oggi, ma i giorni piovosi si sono ridotti del 12% circa e questo vuol dire che le piogge sono più concentrate e violente”. E’ un fenomeno generale, che riguarda l’Italia come molti altri Paesi, e che secondo Giuliacci è dovuto ai cambiamenti climatici in corso. “E’ un aspetto analogo a quello che in Europa sta rendendo il clima piu’ estremo”, con inverni dai picchi molto rigidi ed estati con ondate di calore piu’ intense e durature. Il risultato, osserva l’esperto, “è’ un saliscendi di estremi, in estate come in inverno, che comporta sbalzi incredibili”.

I VIDEO SONO TRATTI DAL SITO – www.youreporter.it