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Tragedia alle Vele di Imperia, il pm Marco Zocco: “Processate Mc Innes”

Il dramma lo scorso anno durante lo sbarco dei pirati a Borgo Marina

Imperia. Lesioni colpose e non dolose. E’ l’accusa contestata a William Mc Innes, il settantunenne statunitense, che aveva colpito al volto con un razzo sparato da un’imbarcazione durante “l’assalto dei pirati” al raduno delle Vele d’Epoca, nel settembre dello scorso anno, Sergio Salvagno, il cinquantenne di Imperia, ancora in gravi condizioni di salute.

Ad indagare sulla vicenda é stato il pm Marco Zocco che ha chiuso definitivamente l’inchiesta con la richiesta di rinvio a giudizio dell’armatore dello yacht “Sif of San Francisco” che é ancora sotto sequestro in porto a Imperia. Atto ovviamente dovuto e scontato.

E’ stato riscontrato che al momento dei fatti il velista americano era in stato di ebbrezza alcolica e che si trova va sulla coperta del suo yacht. Aveva impugnato con entrambe le mani, imprimendogli un’inclinazione di 30 gradi verso l’alto, un razzo da segnalazione nautica a luce rosse a paracadute che era tra le dotazioni di emergenza del natante.

Un razzo che, una volta sparato, dopo aver percorso circa un metro ed oltrepassato di mezzo metro il capo di Mc Innes, aveva deviato verso il basso, assumendo una traiettoria orizzontale. A circa 65 metri di distanza aveva poi colpito al volto Sergio Salvagno che si trovava alla radice della Banchina Medaglie d’Oro in una posizione rialzata di 95 centimetri.

Per quel razzo l’agronomo aveva subito un trauma cranico facciale con emorragia intra-parenchimale temporale sinistra, una emorragia sub-arconoidea temporo frontale sinistra, la perdita del bulbo oculare sinistro e la frattura pluriframmentaria in sede frontale, mascellare, zigomatica ed orbiterai sinistra.  

Lo stesso magistrato Marco Zocco aveva ordinato perizie mediche per capire poi l’entitá del danno subito dall’agronomo. William Mcinnes esplose il bengala che ferì Salvagno all’occhio sinistro provocandogli fravissime lesioni anche al cervello. Le sue condizioni erano apparse subito disperate. Dopo essere rimasto in coma per oltre un mese, si è risvegliato, pur non recuperando determinate funzioni: ha danni neurologici permanenti e ha perso un occhio e la riabilitazione avviata durante la convalescenza in un centro specializzato di Sarzana e poi alla clinica Sant’Anna di Imperia.

Al Mc Innes è stato anche contestato di accensioni ed esplosioni pericolose proprio per aver utilizzato quei razzi di segnalazione senza un giustificato motivo (non c’era un’emergenza ndr). Un reato aggravato dal fatto che era stato commesso in luogo dove era in corso una manifestazione pubblica.

A difendere McInnes sono i legali Tito Schivo e Andrea Artioli che sono riusciti a far derubricare il reato da lesioni dolose a colpose. Mc Innes, nel gennaio scorso è tornato in libertà e ora vive in Francia. 

E le condizioni di Salvagno continuano ad essere gravi: “Mio fratello – dice Fulvio Salvagno – continua a soffrire le pene dell’inferno: non vede bene neppure dall’occhio destro quello non colpito dal razzo, ha perso la parola e ha difficoltá a deambulare. Ma la cosa che ora stiamo attendendo é l’operazione al volto per inserire poi un occhio di vetro. Ringraziamo tantissimo gli imperiesi che in questo anno ci sono stati vicini in questa odissea senza fine. Sergio ha continuamente bisogno di essere assistito e ha paura ad uscire di casa”.