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Suona la campanella, tornano a scuola gli studenti della Riviera dei Fiori

L'avvio delle lezioni vede il mega Piano di assunzioni previsto dalla riforma a metà percorso

Imperia. Vacanze finite per gli studenti di ogni ordine e grado. Zaino in spalle per la campanella che lunedì 14 settembre suonerà da Cervo a Ventimiglia. Gli alunni interessati in tutta la provincia di Imperia sono in totale 24.985,suddivisi tra la scuola dell’infanzia, la primaria, la secondaria di primo grado e la secondaria di secondo grado.

Risolti buona parte dei problemi relativi ai plessi scolastici. La preoccupazione maggiore era per il Liceo Classico di Imperia, aseguito dell’inagibilità di un piano del plesso di piazza Calvi a Oneglia, ma,grazie all’intervento della Provincia, gli alunni saranno in parte sistemati nel Liceo Scientifico e nella palazzina sopra la Croce Bianca, a Porto Maurizio. Realizzati a tempo di record gli interventi di messa in sicurezza al nautico di piazza Roma, sempre a Imperia, al Fermi di Ventimiglia, al Montale di Bordighera e ancora all’Aicardi e al Cassini di Sanremo. Il Comune della città dei fiori ha anche completato con esito positivo il monitoraggio degli edifici scolastici e i relativi interventi di messa in sicurezza. Da domani quindi nondovrebbero esserci ulteriori problemi e le lezioni potranno prendere regolarmente il via.

Al Ruffini di via terre Bianche a Imperia, domani alle 11 poi l’Aula magna accoglierà l’ormai tradizionale cerimonia d’p0inaugurazione dell’anno.

E non mancano le novità. I docenti, di ruolo da anni o neoassunti, si sono già confrontati con la nuova figura del preside dai poteri amplificati previsto dalla legge 107. In molti casi, riferiscono gli insegnanti, non si tratta di cambiamenti formali, ma di un cambio di atteggiamento rispetto al passato. Nei collegi dei docenti di avvio dell’anno scolastico – in genere il primo settembre – la musica è decisamente cambiata e i dirigenti scolastici si sono mostrati più risoluti. “A chi non conviene, può anche chiedere trasferimento”, si sono sentiti dire, senza troppi giri di parole, parecchi insegnanti dai capi d’istituto preoccupati per le responsabilità che aumentano e le incognite di una riforma tutta da scoprire. Ma, in vista di un’impennata dei ricorsi interni alle scuole, i sindacati hanno potenziato gli uffici dedicati al contenzioso. Nei prossimi giorni saranno alunni e famiglie ad assaporare il preside-sindaco.

L’avvio delle lezioni vede il mega Piano di assunzioni previsto dalla riforma a metà percorso. Nelle prime tre fasi sono stati già assunti 38mila docenti di tutti gli ordini di scuola. Ma la previsione era vicina a 48mila contratti. E neppure la fase nazionale è riuscita a colmare tutte le cattedre vacanti con precari inseriti nelle graduatorie provinciali ad esaurimento o idonei all’ultimo concorso a cattedre. Sono rimaste libere, che andranno a precari d’istituto, moltissime cattedre di strumento musicale e Matematica e scienze alla scuola media. Più un numero imprecisato di cattedre di sostegno e di materie che si insegnano al superiore con la laurea in ingegneria. In alcune province, come si prefiggeva il governo, le graduatorie dei precari sono ormai un ricordo. L’obiettivo è di cancellarle definitivamente nei prossimi anni.

Genitori, studenti e componenti esterni alla scuola potranno valutare i docenti e premiare i migliori. Si tratta di uno dei punti più controversi della riforma Renzi-Giannini, su cui tuttavia il mondo della scuola dovrà confrontarsi nei prossimi anni. Ogni istituto ne avrà uno che sarà composto da tre insegnanti, due genitori un genitore e uno studente nelle scuole superiori – e un componente esterno designato dall’Ufficio scolastico regionale. Più il dirigente scolastico. Il Comitato di valutazione stabilirà i criteri per premiare i docenti più bravi e valuterà gli insegnanti neoassunti.

Da quest’anno scolastico, il dirigente scolastico potrà premiare gli insegnanti meritevoli. Una novità assoluta per la scuola italiana. Lo farà assegnando ad un numero, variabile da scuola a scuola di insegnanti, una parte del budget previsto dalla buona scuola a questo scopo: circa 26mila euro per ogni istituto. Quanto basta per mettere già in moto meccanismi di competizione fra docenti che dovrebbero essere virtuosi ma che potrebbero essere anche deleteri per la comunità scolastica. Con i 26mila euro si potrebbero premiare dieci docenti con 2mila e 600 euro di salario accessorio, pari a 217 euro al mese lordi. L’unica incognita riguarda i collaboratori del preside, che potrebbero essere pagati con lo stesso finanziamento. In questo caso, il bonus si dimezzerebbe a poco più di cento euro lordi mensili.

Tra le novità più attese, c’è sicuramente l’organico di Potenziamento: un contingente di 55mila insegnanti che servirà alle scuole per rilanciare l’autonomia scolastica. E potenziare la musica e l’educazione motoria all’elementare, la lingua straniera e l’informatica alla scuola media e il diritto, l’economia e la storia dell’arte al superiore. Ma che arriverà nelle scuole dopo tre mesi dal suono della prima campanella. Il ministero, in base alle richieste che preverranno entro il mese di ottobre dalle scuole, assegnerà agli istituti un certo numero di insegnanti, di fatto scollegato dalla reale presenza in classe. Per la prima volta in assoluto, le scuole potranno contare, in media, su cinque insegnanti in più rispetto alle esigenze frontali, da impiegare in attività di potenziamento, recupero, sostegno e, in generale, in tutte le attività del Piano dell’offerta formativa che richiederanno risorse umane aggiuntive. Il ministero prevede di assegnare, sempre con una fase nazionale, questo personale alle scuole entro il mese di novembre. Ma si potrebbe arrivare al nuovo anno. E fino a quando non si presenteranno a scuola, i dirigenti scolastici non potranno nominare supplenti per brevi periodi. Una novità che sta già mettendo in crisi più d’un capo d’istituto che, in caso di assenza per malattia di qualche giorno, si vedrà costretto a distribuire nelle altre classi gli alunni senza docente. Con classi che diventeranno vere e proprie bolge ingestibili.