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Senza maschera per respirare, imperiese invalido al 75 % rischia di morire perché la ditta è in ferie

Raffaele Bianchi ha chiesto aiuto ai carabinieri e ha minacciato di sporgere una querela contro Asl e ditta medica

Imperia. Ex sindacalista di 79 anni, originario di Viareggio, da anni trapiantato a Imperia, ha rischiato di morire per una maschera da sostituire che gli consente di respirare quando dorme e che la ditta tardava a spedirgli.

Un’odissea per Raffaele Bianchi, invalido al 75 % “prigioniero” in casa perché deve accudire la moglie che invece è invalida al 100 %.  Quella maschera, collegata ad una macchina con l’ossigeno gli serve per sopravvivere e combattere contro l’apnea notturna, malattia di cui soffre da una quindicina d’anni.

A fine agosto succede un imprevisto: il boccaglio della maschera si rompe. Era già successo altre volte, ma il servizio di assistenza dell’azienda, convenzionata con l’Asl, era stato rapidissimo. Ma non questa volta: il corriere era andato in ferie e per una settimana Raffaele Bianchi ha dovuto “trattenere il respiro” e pregare sperando che non gli succedesse qualcosa di grave. “E’ vero ho rischiato di morire. Con la maschera fuori uso ho iniziato a tempestare di telefonare la nuova ditta e anche l’Asl. Alla fine, non sapendo cosa fare, ho chiamato il 112, la centrale operativa dei carabinieri. I militari mi hanno passato il 118. Forse credevano che avessi bisogno di un’ambulanza. Ma io avevo solo bisogno di quella benedetta maschera”.

Passano le ore e i giorni. Alla fine diventa una settimana. Nessuno si fa vivo. L’invalido di Imperia alza il telefono per l’ultima volta e chiama con tono minaccioso l’azienda milanese. “Sono io, Raffaele Bianchi. Se non mi arriva la maschera nel giro di due ore vi denuncio tutti alla Procura”, clic.

Entro la mattinata, era l’8 settembre, la maschera è arrivata e l’odissea per l’anziano che abita a Caramagna era finita. E così Raffaele ha potuto nuovamente dormire sonni tranquilli.