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Presunto stupro al presidio “No Borders”, la risposta dei componenti del collettivo

"Sereni nella nostra posizione, denunciamo le continue calunnie rivolteci da parte di singoli e giornalisti"

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Ventimiglia. “Come Presidio Permanente No Border non abbiamo mai avuto interesse nel prendere parte a polemiche che riteniamo sterili. Negli ultimi giorni però stiamo osservando attacchi personali, mediatici e politici ai quali riteniamo di dover rispondere con decisione.

In particolare rifiutiamo con forza e disappunto l’accusa di aver coperto un atto di violenza sessuale nei confronti di una donna che dimorava al campo. La persona in questione non è mai stata un’attivista del presidio, ma era invece stata accolta dalla strada perché in stato di bisogno. Affermiamo con certezza che il campo No Border è composto da donne e uomini che mai sminuirebbero né coprirebbero atti di una tale gravità. Ogni giorno, anzi, viene posta una scrupolosa attenzione alle dinamiche di genere e al rispetto della sensibilità e della cultura di ciascun membro del campo.

Non vogliamo entrare nel merito dei dettagli della questione, sicuri che ogni aspetto della vicenda sarà chiarito nelle sedi legali di pertinenza con le indagini della magistratura. Sereni nella nostra posizione, denunciamo le continue calunnie rivolteci da parte di singoli e giornalisti.

Crediamo che questo tipo di dichiarazioni serva unicamente allo scopo di distogliere l’opinione pubblica dal punto cruciale degli eventi: la necessità di un dibattito pubblico onesto e risolutivo sulle centinaia di migliaia di migranti in viaggio che continuano ad essere soggetti a discriminazioni razziali che credevamo ormai superate. Mentre sui giornali leggiamo continuamente che il problema sarebbero le persone resistenti alla frontiera tra Ventimiglia e Mentone e tutti i solidali che li sostengono, ribadiamo piuttosto l’importanza di interrogarci tutti sulle politiche repressive e disumanizzanti dell’Unione Europea.”

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