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Comitato No Outlet: “Il centro commerciale colpo mortale a Sanremo”

"Pensavamo che prima o poi un barlume di ragionevolezza si affacciasse sull'Amministrazione comunale"

“Un colpo mortale per Sanremo”, così il Comitato No Outlet bolla la pratica che approda questa sera all’esame del Consiglio comunale cittadino.

Pensavamo che prima o poi un barlume di ragionevolezza si affacciasse sull’Amministrazione comunale. E invece non solo non si è pensato di approfondire seriamente la pratica The Mall, con le nefaste conseguenze sulla città che questo insediamento può portare – così come evidenziato da relazioni universitarie ed esperienze italiane analoghe – ma addirittura si è proceduto con supponenza e massima velocità approvando a raffica in pieno agosto atti di commissioni consigliari e delibera di giunta (questa addirittura la vigilia di Ferragosto) per arrivare a tempo di record al consiglio comunale di questa sera. Ma stiamo parlando di una speculazione edilizia privata e non di un’importante opera pubblica!!! Addirittura, come scritto dai giornali, hanno fatto una riunione di maggioranza per richiamare tutti all’ordine: ma non stanno trattando il bilancio, o il futuro del Casinò, stanno trattando un’opera privata!!!
Il sindaco obietta che c’è l’interesse pubblico per i lavoratori che verranno assunti dal The Mall e per il milione di visitatori che arriveranno a Sanremo. In primo luogo quei lavoratori in tutti gli outlet sono sempre precari, dequalificati, a tempo determinato, sottopagati, mentre nei negozi del centro cittadino dello shopping sono assunti a tempo indeterminato, qualificati, con famiglie alle spalle: cosa gli dirà il sindaco o i consiglieri comunali quando perderanno il lavoro molti di più di quelli assunti (sempre che non arrivino da fuori), e cosa diranno quando i negozi, alcuni storici, chiuderanno per asfissia.

Ma parliamo anche del milione di visitatori che dovrebbe arrivare: parole e promesse, o suggerimenti di qualche indovino dei piani alti. Mentre sono realtà le cittadine d’Italia, e sono parecchie, i cui centri urbani sono stati desertificati dall’arrivo di questi centri commerciali, con negozi sbarrati, neppure acquistati dagli ultimi cinesi di passaggio. Dopo il sacco dell’edilizia selvaggia anni 60 un altro sacco mortale degli anni 2000, perché Sanremo perderà anche la sua fisionomia, come evidenziato da importanti associazioni culturali come la Famija Sanremasca e Pigna Mon Amour, altro che rilancio del centro storico.
Con troppa e voluta superficialità e’ stata informata l’opinione pubblica. Qui in ballo non ci sono una scarpa o un vestito scontati (anche questo tutto da vedere) ma il futuro di una città. E di questo si devono assumere la responsabilità i consiglieri comunali, i cui nomi rischiano di essere ricordati come il peggior flagello della storia sanremese.
Potevano fermarsi ad una concessione commerciale, su cui peraltro sono stati espressi da Confcommercio e dai legali interpellati pesanti dubbi di legittimità. No, si deve infliggere alla città anche la variante, che non ha nessun interesse pubblico (anzi il contrario visti gli effetti) e che, al di là dell’aumento immediato di volumetria, aprirà le porte a una serie di futuri insediamenti collegati al Mall e persino previsti dal nuovo Puc. Risultato? Il centro di Sanremo? In Valle Armea, accanto al cimitero. Ci sarebbe da ridere e invece ci sarà da piangere!!!!
Volutamente non desideriamo entrare in altri aspetti che sono venuti a galla in queste settimane su alcuni giornali locali, ora anche su La Repubblica e Il Fatto Quotidiano. Di questi si occuperà – crediamo – un altro organismo: la magistratura.

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