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Emergenza cinghiali in provincia, l’assessore Mai “assolda” la Forestale

Il riordino delle Province ha “legato” le mani all'ente e il caso ungulati ora è diventato difficile da gestire

Imperia. E’ diventata una vera e propria emergenza quella dei cinghiali in provincia di Imperia. Una situazione esplosiva che necessita di un intervento urgente da parte della Regione. 

L’assessore regionale all’Agricoltura Stefano Mai lunedì chiederà al comando regionale del Corpo Forestale dello Stato la possibilità di impiegare i suoi agenti per il coordinamento dei cacciatori da impiegare nelle battute di selezione straordinarie. Azione necessaria per contenere il numero degli ungulati che si avvicinano anche ai centri urbani distruggendo orti e appezzamenti agricoli.

“Se non basterà chiederemo ai carabinieri e alla polizia perché la Regione in qualche modo deve intervenire per trovare una soluzione tempestiva”, dice l’assessore Mai. 

A complicare le cose, infatti, è stato il recente riordino delle funzioni della Regione e della Provincia. Di fatto, tale riordino, ha “legato” le mani alla Provincia, sino all’anno scorso assai sensibile all’emergenza-ungulati, e quindi assai intraprendente in tema di caccia e di pesca e quindi di controllo della fauna selvatica.

In tale situazione diventa impossibile per l’Amministrazione autorizzare di nuovo e pianificare battute selettive di caccia al cinghiale prima dell’imminente stagione venatoria, battute indispensabili anche per prevenire possibili ulteriori danni alle coltivazioni (soprattutto vitigni e colture floricole) provocati dagli ungulati. Che la situazione sia tutt’altro che sotto controllo non lo dicono solo le scorrerie dei cinghiali nelle coltivazioni. Recentemente nel Ventimigliese, una donna, nel tentativo di difendere il suo cane, è stata aggredita da un cinghiale, e cadendo si è procurata ferite guaribili in pochi giorni. 

La stessa Provincia aveva sottolineato l’importanza di concordare azioni congiunte e interventi indispensabili a garantire sicurezza e controllo. Ma prima ancora trovare un accordo chiaro su quali funzioni la Regione intende delegare, e su quali e quante risorse finanziarie potrà contare la stessa amministrazione provinciale.In questo contesto il caso del settore Caccia e Pesca è emblematico. Si tratta di funzioni riguardanti il controllo faunistico, i censimenti della selvaggina e la vigilanza venatoria, che la Regione, non avendo a disposizione un proprio organi di polizia, non è in grado di esercitare direttamente.

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