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Assolti in Appello il luogotenente Anobile e l’imprenditore Caldarelli: il caso è chiuso

Anche per i giudici genovesi i due imputati erano innocenti così come deciso in primo grado

Sanremo. Si chiude definitivamente la vicenda giudiziaria che nel 2011 aveva puntato il dito nei confronti del luogotenente Rocco Anobile, 66 anni, all’epoca responsabile della sezione di polizia giudiziaria della Guardia di Finanza presso la Procura della città dei fiori.

Anobile era stato accusato dell’accesso abusivo a sistema informatico e di violazione di segreto d’ufficio in concorso. Sia Anobile che l’imprenditore Davide Caldarelli sono stati assolti in appello con formula piena perchè il fatto non sussiste. Questa la decisione del tribunale genovese che chiude a loro favore un altro capitolo della lunga vicenda. I giudici d’appello hanno confermato la sentenza di primo grado pronunciata nel novembre del 2013 dal collegio dell’allora tribunale di Sanremo composta da Paolo Luppi, Anna Bonsignorio e Roberto De Martino. L’accusa rappresentata dal pm Francesco Pinto aveva chiesto 4 anni per Anobile e 3 anni e mezzo per Caldarelli.

Anobile era accusato di accesso illegale all’archivio informatico del tribunale di Sanremo e rivelazione del segreto istruttorio. Accusa che, in concorso, era stata contestata anche a quello che venne identificato come il beneficiario delle informazioni: Davide Caldarelli, 40 anni, figlio di Ermanno, tra i più noti imprenditori edili della città.

Anche lui venne colpito da una misura cautelare era finito agli arresti domiciliari. Il telefono di quest’ultimo era sottoposto a controllo. E, in una di queste intercettazioni, Caldarelli secondo l’accusa avrebbe chiesto aiuto al sottufficiale manifestando la necessità di avere informazioni sulla sua posizione giudiziaria.

Era stato il sostituto procuratore di Genova Francesco Pinto ad aprire un fascicolo e disporre un’attività di indagine mirata. L’allora procuratore capo di Sanremo Roberto Cavallone era stato chiamato a testimoniare per l’accusa.

Ora la sentenza d’appello mette in chiaro la posizione (estranea ndr) del finanziere e del figlio dell’imprenditore sanremese.

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