L'inchiesta

Tragedia di Mauro Feola, ascoltato come teste il figlio Alessandro fotogallery

La sua deposizione inoltrata, insieme alle altre testimonianze già raccolte, al pubblico ministero Paola Marrali

mauro feola

Imperia. E’ stato preciso nei ricordi e ha aiutato gli investigatori della Guardia costiera a fare chiarezza. È durata un’ora circa la deposizione di Alessandro, il figlio quindicenne di Mauro Feola, morto annegato sabato 25 luglio mentre cercava di salvare proprio Alessandro, rimasto in balia delle onde. Lo racconta Il Secolo XIX/La Stampa.

Il dramma si è consumato sabato 25 luglio ed aveva avuto come teatro il tratto di mare tra il chiosco Il Pennello e lo stabilimento balneare Papeete, verso sera, quando il mare era grosso e c’era la bandiera rossa che significava pericolo.

Il figlio dell’imprenditore imperiese si era salvato ma aveva visto morire sotto i suoi occhi il padre. È stato forte nel suo impegno di riportare alle mente quei terribili istanti e riferirli al comandante in seconda Michele Burlando che ha partecipato alla deposizione del ragazzo.

La testimonianza del ragazzo sarà ora inoltrata, insieme alle altre testimonianze già raccolte, al pubblico ministero Paola Marrali, che ha aperto un’inchiesta per omissione di soccorso e concorso in omicidio colposo.

Due gli indagati nella vicenda: i bagnini del Papeete, Caterina Pandolfi, 19 anni, di Como e Aldo De Notaris, 65 anni, di Imperia, difesi dall’avvocato Erminio Annoni.

 

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