Stipendi Tradeco: ecco la vera storia dei conti e per le spese legali spunta una parcella da 220 mila euro foto

Giornata bollente tra manifestazioni, telefonate, sindacati e lavoratori inferociti contro il Comune per il salario che non arriva

Imperia. I lavoratori pretendono giustamente lo stipendio di luglio e fanno in tutto 670.111,25 euro. Soldi che devono essere pagati dal Comune con quelli che ha trattenuto alla Tradeco: 491 mila euro a giugno e 491 mila euro a luglio per il servizio svolto. In tutto fanno 982 mila.

E ora calcolatrice alla mano: 982 – 250 – 211 (queste ultime due sono le somme pagate per gli stipendi di giugno e quattordicesima ndr) restano nelle casse del Comune 521 mila euro. Somma insufficiente per far fronte al pagamento del salario di luglio preteso dai lavoratori.

“La differenza tra i 670 mila e i 521 mila euro – spiega Giuseppe Calia, responsabile della Tradeco per la provincia di Imperia – la garantiamo noi. Ma al Comune non venga in mente di accollarci anche la parcella di 220 mila euro dell’avvocato. Questo per non è ammissibile”.

Eccoli, nero su bianco, i conti che hanno fatto saltare i nervi ai lavoratori “sballottati” da comunicazioni partite dal Comune che sosteneva che gli stipendi erano pagati e che c’erano dei problemi comunicati dalla Tradeco.

L’azienda di Altamura invece risponde a distanza: “Il nostro avvocato Raffaele Padrone non ha comunicato proprio un bel niente a nessuno e la telefonata l’abbiamo fatta sentire anche ai lavoratori all’esterno del Comune poco dopo l’incontro con l’assessore Guido Abbo. Stanno raccontando delle balle”.

Situazione complessa quella dei salari ma c’è l’articolo 5, quello degli “obblighi reciproci” contenuto nel documento della risoluzione del contratto con la Tradeco che spiega per bene tutto senza ombra fraintendimenti: “Ferme restando le pattuizioni di cui ai precedenti articoli numeri 3 e 4, in via bonaria Tradeco riconosce altresì al solo Comune di Imperia l’importo complessivo di 220 mila euro a titolo di rimborso delle spese legali. Tale importo verrà compensato, in tutto o in parte e senza diritto di ulteriore rivalsa e/o ripetizione nei confronti della Tradeco dal Comune di Imperia al momento della corresponsione dei corrispettivi dovuti per le prestazioni contrattuali eseguite nei mesi di giugno e di luglio detratte le retribuzioni del personale per i mesi di giugno e luglio sopra indicati. Le eventuali somme residue verranno corrisposte, a titolo di contributi previdenziali del personale sempre relativamente alle retribuzioni relative ai mesi di giugno e luglio 2015, dal Comune di Imperia direttamente ai competenti istituti previdenziali….”

“Tutto chiaro dunque – sottolinea Giuseppe Calia – Noi rispettiamo gli accordi sia sottoscritto in prefettura a maggio che quelli dell’accordo bonario con il Comune. Nei 670 mila euro che i lavoratori ora pretendono figurano il rateo delle tredicesime, le ferie non godute, i permessi non goduti, gli straordinari, la banca ore straordinario, rimborsi Irpef e conguagli”.

I lavoratori, tra l’altro, confortati dalle dichiarazioni del sindaco che sosteneva che entro oggi i salari sarebbero stati accreditati, in realtà non hanno ancora ricevuto neanche l’acconto del 90 %.