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Una Piazza dedicata a Mons. Palmero: una vita spesa al servizio del prossimo foto

Festa grande per la comunità di Vallecrosia e quella diocesana per l’intitolazione di una piazza a monsignor Palmero scomparso due anni fa

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Un sabato di festa per la comunità di Vallecrosia, quando è stata dedicata a Monsignor Francesco Palmero la piazza che si stende fra il sagrato della chiesa di San Rocco e la Residenza Protetta per Anziani “Casa Rachele“, entrambe nate e costruite grazie all’impegno e alla passione di don Palmero. L’appuntamento si è svolto nella mattinata di sabato 28 e all’evento erano presenti il vescovo diocesano, Antonio Suetta, che ha benedetto l’opera scultorea raffigurante monsignor Palmero, mentre il Sindaco di Vallecrosia ha scoperto la targa con il nome della

piazza. Numerose sono state le autorità intervenute, che hanno voluto rendere omaggio alla figura, ma soprattutto alla persona straordinaria che era monsignor Francesco Palmero. L’intitolazione della piazza è stata fortemente voluta dall’intera Comunità Vallecrosina che ha partecipato numerosa all’evento dimostrando l’affetto che ancora nutre nei confronti del suo/nostro beneamato “Don Palmero”. Ma una delle indelebili tracce lasciate in eredità da mons. Palmero è sicuramente la fondazione della casa di riposo per anziani “Rachele Zitormirski” a Vallecrosia, il 1° maggio 1976. Quel giorno, infatti, la Dott.ssa Rachele Zitomirski si affidò a Don Palmero, confidandogli la volontà di redigere il proprio testamento, affinché la consigliasse relativamente alla destinazione del suo patrimonio. Don Palmero, che aveva appena ultimato la costruzione della nuova Chiesa di San Rocco e delle annesse Opere Parrocchiali, aveva già in serbo un’altra idea ambiziosa: donare alla città di Vallecrosia una Casa di Accoglienza per gli anziani. Per

tutta la vita si dedicò all’opera che personalmente aveva ideato. Non si lasciò mai scoraggiare dagli ostacoli e dalle difficoltà che si interposero alla realizzazione del suo progetto. La fede in Dio lo sostenne nei momenti più bui, quando l’opera da realizzare sembrava naufragare ancor prima di cominciare. In seguito alla costituzione della Fondazione, avvenuta nel 1981, godette del prezioso contributo dei Consiglieri di Amministrazione che negli anni si sono succeduti. Nonostante i lavori di costruzione della struttura avessero subito un brusco rallentamento, dopo che Don Palmero assunse personalmente la Presidenza della Fondazione nel 1992, Casa Rachele il 16 gennaio 1997 accolse i suoi primi 5 Ospiti. Da subito, con caparbietà, caldeggiò in seno al Consiglio di Amministrazione l’ampliamento della Residenza Protetta per Anziani fino a che non si edificò il nuovo stralcio funzionale che permise di aumentare la capacità ricettiva da 25 agli attuali 78 posti letto. Grazie allo sguardo particolare che sempre Mons. Palmero rivolse alle persone più deboli e anziane, alla sua instancabile tenacia, all’aiuto della Provvidenza, al fiducioso sostegno e alla collaborazione a lui dimostrati dai Consigli di Amministrazione, ad oggi, oltre 600 Ospiti hanno potuto beneficiare della sua misericordiosa intuizione, usufruendo dei servizi della struttura. Con l’apertura della Casa infatti sono stati donati alla comunità circa 60 posti di lavoro indispensabili al fine di assicurare agli ospiti la qualità della cura e dell’assistenza necessaria. «È stato per noi un onore – afferma il presidente Mauro Vicenzi – poter provvedere, direttamente all’interno di Casa Rachele, all’assistenza della sua persona negli ultimi anni di vita, quando le forze sembravano venir meno. La sua visione iniziale, oramai non più solo rappresentata da un ideale si era trasformata in una realtà concreta e tangibile, al punto che lui stesso ha potuto beneficiarne.» Ha poi aggiunto: «Colgo l’occasione per esprimere pubblicamente il mio personale ringraziamento a colui che in tutti questi anni è stato la mia guida, sostenendomi nei primi passi in quello che per me era un mondo nuovo, condividendo ogni mia preoccupazione, incoraggiandomi e spronandomi a superare le varie difficoltà che si presentavano ed accompagnando il mio operato con amore paterno. I suoi preziosi consigli, per me occasione di crescita personale e professionale, sempre rivolti al miglioramento e al perfezionamento dei servizi offerti dalla nostra struttura, mi hanno indirizzato nelle decisioni che ogni giorno sono stato chiamato a sostenere».

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