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Sanremo dice addio a Piero Parise, sindaco negli anni ’70 del secolo scorso

"Dopo le dimissioni del sindaco Pancotti nel maggio 1971 e il breve interim del democristiano Lanza, il 5 giugno Parise venne eletto sindaco "

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Sanremo. E’ mancato all’età di 80 Piero Parise ex sindaco di Sanremo degli anni ’70 del secolo scorso. Ecco un profilo dell’ex sindaco tracciato dallo storico sanremese Andrea Gandolfo:

“Dopo le dimissioni del sindaco Pancotti nel maggio 1971 e il breve interim del democristiano Lanza, il 5 giugno Parise venne eletto sindaco varando una Giunta formata tra gli altri dai democristiani Filiberto Viani, Napoleone Cavaliere, Roberto Lardera, Onorato Lanza ed Egidio Lupi, e, dopo il passaggio dei socialisti all’opposizione nel mese di ottobre, anche dal liberale Angelo Asseretto, dal socialdemocratico Enzo Ligato e dal repubblicano Gianfranco Cavalli. Nell’agosto 1971 il Consiglio Comunale approvò il progetto predisposto da Martolini e Piras per un nuovo porto turistico, il futuro Portosole, che sarebbe sorto sulla Passeggiata Trento e Trieste sulla sinistra del Morgana, mentre il 9 novembre venne aperto al traffico il tratto dell’Autostrada dei Fiori tra Sanremo e Bordighera che collegò così l’estrema Riviera di Ponente con Savona e Genova. Nel mese di ottobre vi era stato il menzionato rimpasto di governo determinato dall’uscita dalla maggioranza dei socialisti, poi sostituiti dai liberali, che aveva anche visto la nomina ad assessore del democristiano Leone Pippione al posto del dimissionario Lanza. Nell’estate del ’72 si verificò un altro scandalo legato al Casinò: il commissario ministeriale della Casa da Gioco Gaetano Fusco denunciò infatti che nelle sale da gioco sparissero misteriosamente due miliardi l’anno, causando la pronta reazione dei dipendenti e in particolare dei croupiers che proclamarono uno sciopero di protesta che sarebbe durato per tredici giorni, durante i quali sfilarono anche in corteo fino al Teatro Ariston dove tennero un’assemblea. Il 30 settembre 1972 venne invece inaugurato, alla presenza del ministro di Grazia e Giustizia Guido Gonella, il nuovo Palazzo di Giustizia di via Anselmi, realizzato su iniziativa della Giunta Parise per un costo complessivo di 500 milioni di lire. Nel 1972 venne anche costituita l’Unione Cooperativa Floricoltori della Riviera, l’Ucflor, allo scopo di coordinare i progetti e le iniziative dei produttori e commercianti floricoli locali per la costruzione e gestione del nuovo Mercato dei fiori.

Nei primi mesi del 1973 la Giunta Parise rischiò di cadere a causa dei forti attriti di natura politica venutisi a creare tra il sindaco e l’assessore al Turismo Cavaliere, nonché tra quest’ultimo e l’assessore al Patrimonio e al Personale Pippione, tanto che, nel mese di aprile, nel corso di una seduta del Consiglio Comunale, il sindaco minacciò di rassegnare le dimissioni, che però subito dopo rientrarono forse anche a causa della mancanza di una valida alternativa politica all’esecutivo da lui presieduto. Nel corso del ’73 venne anche approvato il progetto del Palazzo dei Congressi di Villa Ormond predisposto dall’architetto Spadolini, fratello del ministro della Difesa, e anche a Sanremo si fecero sentire gli effetti della crisi petrolifera, che costrinsero migliaia di cittadini a fare lunghe code per rifornirsi di benzina e kerosene. Nell’autunno del ‘73 venne inoltre fondato un nuovo istituto cittadino di istruzione secondaria superiore, il Liceo Scientifico «Girolamo Saccheri», che iniziò ufficialmente l’attività scolastica il 1° ottobre dello stesso anno. Nel 1974 il floricoltore sanremese Amilcare Rambaldi, già ideatore del Festival della canzone, dopo aver fondato il Club Tenco nel ’72, si fece promotore di una nuova manifestazione canora, la Rassegna della Canzone d’Autore, che si sarebbe poi tenuta ininterrottamente fino ai giorni nostri con la partecipazione di alcuni tra i migliori cantautori italiani e stranieri. Nel maggio del ’74 si tenne invece il referendum sull’abrogazione del divorzio, che vide la vittoria dello schieramento divorzista anche a Sanremo, dove il 74,31% degli abitanti si pronunciò contro la sua abrogazione nonostante il fatto che nei mesi della campagna referendaria fosse venuto in città il leader degli antidivorzisti e segretario nazionale della DC Amintore Fanfani. Intanto l’Amministrazione Comunale rinnovava la concessione per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani alla Società Docks Lanterna di Genova, che avrebbe poi continuato a gestire il servizio per molti anni, mentre l’assessore Roberto Lardera presentava un progetto per la costruzione di un villaggio sportivo olimpico a Pian di Poma, che però, sebbene avesse incontrato il favore dell’opinione pubblica, non sarebbe stato mai realizzato. Il 2 dicembre 1974 si tenne invece il raduno nazionale dei partigiani dell’ANPI e della FIVL, che culminò con il discorso tenuto dal presidente della Camera Sandro Pertini in Piazza Colombo alla presenza di migliaia di cittadini. Nel corso del suo intervento, lungamente applaudito dai partecipanti alla manifestazione, Pertini elogiò l’eroismo degli uomini e delle donne che avevano partecipato alla Resistenza, tra i quali in particolare il brigadiere Salvo D’Acquisto, condannò duramente il fenomeno della corruzione politica, e stigmatizzò il ricorso alla violenza da parte dei giovani contestatori.

Nel gennaio 1975 il ministro dell’Interno Gui, constatato il sostanziale fallimento della gestione pubblica del Casinò, propose per la prima volta che la Casa da Gioco sanremese venisse affidata a privati. Verso la fine del mese di marzo dello stesso iniziarono invece i lavori per la costruzione di Portosole nel tratto di mare antistante gli stabilimenti balneari della passeggiata Trento e Trieste tra il Morgana e l’antenna della Rai, nonostante le autorità ministeriali avessero preferito il progetto Valmarina che prevedeva la costruzione dell’approdo turistico lungo l’attuale passeggiata delle Nazioni di fronte alla stazione ferroviaria. Alla fine però la CNIS, Società Circolo Nautico Internazionale Sanremo, appaltatrice dei lavori, riuscì a ottenere l’autorizzazione per la nuova struttura nella zona prospiciente la passeggiata Trento e Trieste grazie anche all’appoggio dell’Amministrazione Comunale, e in particolare del sindaco Parise. Lo scalo portuale di Portosole, inaugurato ufficialmente nel luglio 1977, avrebbe quindi costituito uno dei più moderni e accoglienti approdi turistici del Mediterraneo. Il 3 maggio 1975 si tenne invece l’ultima seduta del Consiglio Comunale prima delle elezioni amministrative, in vista delle quali i vari partiti cominciavano a predisporre le liste dei candidati, tra le quali spiccava quella di Nuova Sanremo, formata dal sindaco uscente Parise, dall’ex democristiano Filiberto Viani, oltreché da altri sei democristiani e numerosi ex liberali. Le elezioni del maggio ’75 confermarono la maggioranza relativa della DC, che passò da 14.604 a 16.480 voti, registrarono una buona affermazione della lista indipendente Nuova Sanremo, che ottenne sette consiglieri, e videro il massimo consenso elettorale del PCI, che conquistò ben 12.523 suffragi. Dopo lunghe trattative il capogruppo della DC in Consiglio Comunale Giovanni Parodi riuscì a varare una Giunta con sindaco il liberale Giuseppe Rovere, che subentrò a Parise nel settembre 1975.”

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