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Riapertura del tratto di Aurelia a Bordighera, i ringraziamenti del vice sindaco Bassi

Mi preme in modo particolare, inoltre, chiedere scusa a tutti i residenti, agli ospiti, a tutti i commercianti e agli albergatori, che vivono o svolgono il proprio lavoro nell'area coinvolta dal cantiere

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Bordighera. Il vice sindaco Massimiliano Bassi ha scritto una lettera di ringraziamento ai cittadini di Bordighera per la pazienza avuta nell’ultimo periodo per via della chiusura dell’Aurelia. Ecco il testo:

“Cari Concittadini e ospiti di Bordighera,
desidero ringraziarvi tutti per la pazienza dimostrata in questi quattro mesi: periodo, questo, in cui avete dovuto affrontare i disagi legati alla modifica della viabilità per i lavori sul ponte dell’Aurelia. Molti di voi hanno dovuto sopportare lunghe code, sia in direzione Ventimiglia che verso Sanremo, per poter raggiungere casa o recarsi al lavoro. Altri, invece, hanno scelto di muoversi a piedi o in bicicletta. A tutti voi, in ogni caso, va il mio grazie.
Ringrazio i commercianti tutti e gli albergatori che, rispetto ad altri cittadini, hanno risentito doppiamente della situazione, sia per quanto concerne l’approvvigionamento delle merci indispensabili per la loro attività, sia per il ridotto afflusso di clienti che, viste le deviazioni create, preferivano recarsi in altre città per i loro acquisti ed hanno evitato di soggiornare, nei ponti di Pasqua e del 2 giugno, nelle loro strutture ricettive.
Mi preme in modo particolare, inoltre, chiedere scusa a tutti i residenti, agli ospiti, a tutti i commercianti e agli albergatori, che vivono o svolgono il proprio lavoro nell’area coinvolta dal cantiere per la realizzazione non solo del ponte, ma anche dello scolmatore. E a tutti quelli che risiedono o lavorano nelle vie maggiormente utilizzate per deviare il traffico: Via Girolamo Rossi, Via Armando Diaz, Via Pasteur fino alla rotonda del Garden. A tutti voi chiedo scusa per i disagi arrecati dai lavori. Sappiate, però, che sia io, in quanto amministratore, che l’intera Giunta di cui faccio parte, abbiamo fatto il possibile per far sì che i lavori venissero fatti in fretta e bene.
Ma “in fretta” e “bene” non rientrano in un connubio facilmente realizzabile.
Dopo esserci presi in carico dalla Provincia, noi, come amministratori, l’onere di portare avanti l’opera, abbiamo provveduto a richiedere, su vostra segnalazione, alcune modifiche ai Signori progettisti: con loro le abbiamo concordate e realizzate.
Per tutti i quattro mesi, inoltre, ho cercato di garantirvi il passaggio pedonale che congiungeva Via Vittorio Emanuele con il solettone dei Piani, passaggio che è rimasto chiuso solo quattro giorni. Ho cercato anche di spronare l’impresa impegnata nei lavori, in modo che l’apertura al traffico avvenisse il più rapidamente possibile e mi sono assunto, in prima persona, la responsabilità di annunciare una data, il 3 di luglio, entro la quale il ponte sarebbe stato di nuovo percorribile dalle auto. Ma questa data, il 3 di luglio, D Day bordigotto, non era presente nel cronoprogramma dei lavori: la consegna del cantiere terminato, infatti, era prevista dopo 180 giorni lavorativi.
Non sono mancate giornate di tensione. Problemi e difficoltà hanno minato i nostri passi senza mai darci tregua e rischiando, più volte, di far slittare l’apertura dal ponte. Per portarvi a conoscenza solo dell’ultimo degli intoppi, un mattino, alle 5,45, sono stato svegliato da una telefonata: si era rotta, in autostrada, la motrice che trainava il rimorchio contenente le travi per il ponte. Il problema era aggravato dal fatto che si trattava di una motrice particolarissima, unica in Italia. Vi ho detto questo non per vanteria, ma per farvi comprendere quanto, questo lavoro, sia stato preso in serissima considerazione da parte mia e di tutta l’Amministrazione. Quanto nulla sia mai stato lasciato al caso.
Mancano ancora da ultimare i marciapiedi, è vero, e con essi i raccordi di alcuni tratti di carreggiata, il posizionamento dei giunti, il manto di catrame, la segnaletica e l’illuminazione definitivi: questo non lo nego. Ma quello che contava davvero era APRIRE IL PONTE AL TRAFFICO VEICOLARE.
Il mio lavoro, però, non è ancora finito: c’è da portare a compimento lo scolmatore, con alcuni lavori da terminare in alveo, restano da realizzare le finiture nelle proprietà private e, soprattutto, bisogna sistemare definitivamente Via Pasteur. Opere, queste, che dovrebbero essere terminate entro i primi giorni di ottobre.
Nel contempo, inoltre, non ho mai perso di vista l’ultimo “tappo” per quanto riguarda la messa in sicurezza dell’area: il ponte della ferrovia. Quest’opera, a totale carico delle FFSS, passerà l’esame definitivo nella Conferenza dei Servizi deliberante che avrà luogo nel mese di luglio. Con i vertici delle Ferrovie dello Stato abbiamo avuto diversi incontri, nell’ultimo dei quali mi sono stati confermati il finanziamento dell’opera e la data massima di inizio lavori: il prossimo 15 di ottobre.
Il mio lavoro non sarebbe stato possibile senza la presenza di persone che, nei diversi campi di loro competenza, hanno reso tutto questo possibile. Per questo il mio grazie va:
- all’ATI che ha realizzato l’opera ed, in particolare, al Direttore Tecnico del cantiere, il Geometra Andrea Ricupero e a Rocco Avati, titolare dell’impresa subappaltatrice per le opere in calcestruzzo;
- al Dottor Ingegnere Bartolomeo Visconti ed al suo staff per aver progettato e diretto i lavori;
- agli enti gestori dei sottoservizi;
- alla squadra acquedotto e manutenzione del Comune di Bordighera;
- alla Riviera Trasporti;
- alla Società Autostrada dei Fiori;
- al Comandante della Polizia Municipale Dottor Attilio Satta e a tutti i suoi agenti;
- ai Sindaci e ai Comandanti delle Polizie Municipali dei Comuni di Ventimiglia, Vallecrosia, Ospedaletti, Sanremo e Arma di Taggia che ci hanno dato la possibilità di posizionare segnaletica necessaria al preavviso degli automobilisti;
- alla Croce Rossa, alla centrale del 118, ai Vigili del Fuoco, al Corpo Forestale, alla Guardia di Finanza, ai Carabinieri, alla Polizia Stradale, alla Questura e, soprattutto alla Prefettura, che non ci ha mai lasciati soli.
Grazie anche all’Ingegner Miceli, responsabile RUP fin quando un infortunio non lo ha costretto a lasciare tutto nelle mani dell’Architetto Ravera, coadiuvato dal Geometra Barberis, che ringrazio ugualmente.
A tutti loro e a tutti voi va il mio GRAZIE.”

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