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Regione, Toti presenta il programma. Paita critica, Salvatore tende la mano

Salvatore: "Lavorare insieme sui punti in comune"

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Genova. La prima ha già il coltello tra i denti e le idee chiare: “Non firmo cambiali in bianco a nessuno. Questo programma ha dei buchi enormi. Mi auguro che entri in crisi per le loro scarse capacità”. La seconda, invece, vuole essere più garantista: “Ci sono tanti punti in comune, ci si può lavorare”.

Se non sono proprio agli antipodi, sono quantomeno l’una molto diversa dall’altra le visioni del capogruppo del Pd in Regione Raffaella Paita e della sua omologa del Movimento 5 Stelle Alice Salvatore circa le intenzioni del nuovo presidente della Regione. Questa mattina il parlamentino regionale della nuova legislatura si è riunito per la terza volta e ha discusso il programma di governo della maggioranza di Giovanni Toti.

Circa il programma, ha aggiunto: “Il programma che è stato depositato ha dei buchi enormi. Mi darò da fare per cercare di avanzare delle proposte a nome del Pd e insieme a tutti gli altri membri del consiglio. Cercheremo di essere di impulso e di stimolo a questo governo. Non abbiamo l’obiettivo di mettere il bastone tra le ruote a qualcuno, non è questo il nostro scopo. Ma nemmeno vogliamo fare dei favori ad una maggioranza che scricchiola fin dai primi giorni e che ha un programma di governo della Regione inesistente. I liguri non possono pagare il deficit di informazione, di conoscenza, di capacità, di visione che è stato espresso. Io non credo che siamo partiti con il piede giusto”.

Il Movimento 5 Stelle si augura che durino cinque anni – ha proseguito Paita – Io no. Io mi auguro che entrino in crisi le loro scarse capacità di vedute e che noi si possa invece essere operativi, pronti e reattivi per lanciare una sfida di governo quanto prima. Senza inciuci. Mi è parso di vederli da parte del M5S piuttosto che non da parte nostra. Da parte loro ho sentito dei toni molto più concilianti. Stiamo arrivando veramente a dei livelli tragici ed è su questo che dobbiamo lavorare piuttosto che non sulle beghe interne dei partiti o altro”.

Più “concilianti” i toni di Alice Salvatore, che ha detto: “La Liguria ora ha bisogno di un governo stabile e capace, che porti avanti tutte quelle misure che servono innanzitutto a mettere in sicurezza il territorio e poi a rilanciare la nostra economia, perché purtroppo siamo veramente a terra. Non c’è il problema di una maggioranza risicata, ma visto che ci sono tanti punti comuni (almeno quelli che sono stati enunciati in campagna elettorale e altri che sono stati esposti in maniera molto vaga in questo programma) ci si può lavorare. Iniziamo subito e prestiamo ascolto a quelle che sono le esigenze della cittadinanza. Questo è quello che dovrebbe fare una qualunque assemblea sana di amministratori pubblici che lavorano nell’interesse dei cittadini che rappresentano”.

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