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Lo scorso 15 luglio a Mendatica “Una giornata speciale” foto

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Mendatica. Una giornata speciale – Il 15 luglio è stata una giornata speciale a Mendatica, dove il Parco delle Alpi Liguri con le Cooperative Hesperos ed Ottagono, la Anffas di Sanremo e l’associazione sportivo dilettantistica Monesi Young ha organizzato una escursione e un laboratorio di creta per una trentina di bambini e quasi una ventina di diversamente abili, con la collaborazione del Comune di Mendatica e della Proloco di Mendatica.

Daniela Girardengo dell’InfoParco di Mendatica ha sottolineato più volte i motivi che hanno reso tale giornata speciale: la collaborazione di così tante realtà del sociale sparse per tutto il territorio della provincia ha infatti reso possibile delle esperienze anche integrative di valore raro, in quanto ogni parte è stata curata da specialisti del settore, ed ogni gruppo è stato adeguatamente seguito da professionisti e volontari di supporto, con la collaborazione del Rifugio Escursionistico Ca’ da Cardella di Mendatica che ha ospitato il gruppo dell’Anffas e Monesi Young.

In particolare, la trentina di bimbi venivano dalla scuola estiva di San Lorenzo al Mare, sempre gestita dalla Hesperos il cui caratteristico LudoBus ha portato fino in piazza i giovanissimi poi divisi in due gruppi, seguiti dagli educatori Margot Romano e Davide Ponchione per permettere un più approfondito e tranquillo svolgimento delle due attività, pensate come un percorso di scoperta a 360°: l’escursione per (ri)scoprirsi parte del territorio e il laboratorio di creta per (ri)scoprire le nostre naturali stampanti 3D, ossia le mani.
Fabiano Sartirana ha guidato i due gruppi di bambini, uno al mattino e l’altro al pomeriggio, attraverso i sentieri intorno a Mendatica dirigendosi verso le cascate dell’Arroscia, fino al torrente in fondo alla valle. Non si è trattato solo di camminare: Sartirana ormai da anni si occupa di educare i giovani e giovanissimi alla cura dell’ambiente, dove cura è inteso anche come “curarsi”, “conoscere”, “chiedere”.

La sua soddisfazione maggiore è la stessa anche degli altri operatori: spiegare, rispondere a domande, accompagnare e vedere come poi le persone guidate imparino e facciano proprio il “curarsi”, oltre che le caratteristiche vallate e delle creste vicino o sulle quali vivono abitualmente.

Sartirana ha infatti parlato dei luoghi attraversati o avvistati dal sentiero, della loro storia, ma anche della flora e della fauna nella quale sono immersi e nella quale i ragazzi si sono addentrati.

Carla Spada ha invece condotto il laboratorio con la creta. Gestisce le tre sale dedicate dal 2010, e le attività dei suoi corsi sono decollate quando il Comune e la Proloco hanno prontamente fornito un forno a tre resistenze, nel 2011. Dalle tre sale escono non solo profuma-biancherie, porta-stuzzicadenti a forma di riccio o vasi, ma anche, come è successo recentemente con le donne del paese, i numeri civici di Mendatica o qualsiasi altro tipo di decorazione od oggetto utile.

Delle classi di Spada si è notata soprattutto la naturale disciplina: nessun lancio di creta, nessuno strillo o litigio. Per la ex-insegnante di educazione artistica ciò è dovuto al piacere fisico di lavorare con la creta, e alla riscoperta della manualità.

Il gruppo dell’Anffas è stato accompagnato e seguito durante la giornata da Cristina Sala e Mara Pedrazzi dell’associazione sportivo dilettantistica Monesi Young. Un momento particolare è stato con i ragazzi dell’Anffas, che arrivati alla chiesa di Santa Margherita hanno iniziato a tempestare Mara Pedrazzi e Daniela Girardengo di domande riguardanti la stessa chiesa: periodo storico, affreschi, motivo della costruzione e storia. I componenti del gruppo hanno documentato con foto quanto spiegato o chiedere approfondimenti e fare paralleli raccontando brevemente episodi di esperienze o posti simili visitati precedentemente con l’attivissima Anffas di Sanremo.

Il gruppo Anffas dei disabili motori ha potuto comunque sperimentare a pieno il programma di questa giornata di metà luglio: utilizzando come base il rifugio, le loro attività sono state maggiormente incentrate sui laboratori e la scoperta e integrazione con il paese.

Daniela Girardengo ha sottolineato inoltre come tali tipi di attività possano essere estese anche ad altri comuni dell’entroterra, e come Carla Spada ha posto l’accento su come attività sempre meno praticate, quali l’escursionismo e soprattutto il lavorare la creta, abbiano un grande valore formativo in quanto manuali, collettive ed immersive.

Valore formativo valido non solo per i partecipanti ma anche per gli stessi enti organizzatori e responsabili delle attività, i quali facendo rete hanno potuto creare questa giornata speciale a misura di bambini, diversamente abili e, cosa non scontata, anche a misura degli stessi operatori, avendo inoltre possibilità di lavorare con fasce miste d’età e abilità.

Un’espressione utilizzata da Girardengo pare qui molto azzeccata: far (ri)diventare l’entroterra un salotto per tutti.

Ed è questa la sensazione avuta girando, scattando e appuntando il vario materiale per la documentazione della giornata: la valanga di domande fatta dal gruppo Anffas sulla chiesa; gli educatori che quasi sperano i bambini si lancino la creta per poterne usare anche loro, mentre i piccoli stanno tutti attenti a non sprecarne nemmeno un goccino; il pranzo fuori dal rifugio; camminare scherzando, osservando, imparando e ogni tanto fissando le cascate dell’Arroscia che non arrivano mai.

Il tutto in un’atmosfera rilassata, senza fretta, senza obiettivi imposti e imprescindibili, senza voti, ma solo con la voglia di domandare, costruire, andare.

Una giornata speciale per tutti, da attraversare, esplorare e plasmare con le proprie abilità per allargare il proprio salotto da quello di casa a quello del mondo.

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