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La nuova toponomastica di Molini di Triora: il tributo ai personaggi che hanno contribuito alla crescita del paese

Sono Pietro Lanteri, Don Aldo Caprile, Don Antonio Striglioni e il Generale Silvio Achille Emanuelli

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Molini di Triora. L’amministrazione comunale di Molini di Triora ridenominerà nove aree di circolazione del paese, attribuendo ad alcune vie i nomi di personaggi illustri che hanno fatto la storia di Molini di Triora. Ecco nel dettaglio le vie che saranno cambiate:

– Via Chiesa, località Perallo sarà via Chiesa San Giuseppe – Località Perallo

– Via Chiesa, località Andagna sarà via Chiesa Santa Clementina – Località Andagna

– Via Chiesa, località Corte sarà via Don Aldo Caprile – Località Corte

– Via Chiesa, località Glori sarà piazza Chiesa – Località Glori

– via Colombera, località Corte sarà via Molino di Pio – Località Corte

– via Costa, località Andagna sarà via Generale Achille Emanuelli – Località Andagna

– via Nuova, località Corte sarà via Pietro Lanteri – Località Corte

– via Poggio, località Glori sarà piazzale Don Antonio Striglioni

– via San Carlo sarà via Piano della Fiera

Ma chi sono questi personaggi insigni che hanno fatto la storia di Molini di Triora?

Si tratta di  Pietro Lanteri, nato a Molini di Triora – frazione Corte il 14 Aprile 1905 da Gio Batta e da Giovanna Pastorelli fu persona benemerita di questo Comune in quanto dal 10 giugno 1950 sino alla sua morte, avvenuta in Corte il 7 Ottobre 1980 ha ricoperto ininterrottamente la carica di Consigliere Comunale ed assessore dal 10 Giugno 1950 al 13 Dicembre 1964, prestando generosamente le sue energie e competenze a servizio della collettività.

Il canonico Don Aldo Caprile, nato in Molini di Triora il 10 giugno 1914 da Bernardino e Maria Luigia Bracco, fu persona benemerita sia nel campo religioso che civile in quanto divenne sacerdote il 10 dicembre 1936, nel 1937 venne nominato Parroco di Olivetta S. Michele, sino al 1940; nel 1944 venne nominato Parroco di Castelvittorio, dove rimase sino al 1947; dal 1947 sino alla morte, il 4 ottobre 1989, parroco di Badalucco; inoltre venne nominato Canonico Onorario della Cattedrale di Ventimiglia. In campo civile essendo stato cappellano Militare in Albania ed in Grecia dal 1941 al 1943, in tale periodo venne insignito della Croce al Merito di Guerra; nel periodo di permanenza a Castelvittorio, durante la seconda guerra mondiale riuscì a salvare il paese da una violenta rappresaglia nazista e per questo fu insignito di Medaglia d’oro al Valor Civile, per questo motivo insignito anche della Cittadinanza onoraria di Castelvittorio; per finire nel 1975 venne insignito dell’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana.

Don Antonio Striglioni nato a Badalucco (IM) il 29 Giugno 1914 da Giuseppe e Battistina Orengo fu persona benemerita; divenne sacerdote il 22 Maggio 1937, nello stesso anno venne nominato Curato della parrocchia di Triora e Rettore di Cetta, nel Marzo 1939 venne nominato Parroco di Glori, dove rimase sino alla morte, ivi avvenuta il 23 Aprile 1989, dove quindi rimase Parroco per 50 anni; il 27 Dicembre 1979 venne insignito dell’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana, molto operò per il miglioramento delle condizioni di vita del paese (insegnò nella scuola elementare, si interessò del nuovo acquedotto e della realizzazione della strada carrozzabile).

Silvio Achille Emanuelli nato a Sanremo, allora Provincia di Porto Maurizio, il 20 febbraio 1898, dopo la partecipazione alla Prima Guerra Mondiale conseguì il diploma di scuola magistrale nel ottobre 1919 e intraprese la carriera militare nell’Aeronautica Militare. Nel 1841-43 si trovava, col grado di Tenente Colonnello presso il Comando Aeronautica Albania a Tirana. Rientrato in patria ottenne prima il grado di Colonnello quindi in seguito quello di Generale di Brigata Aerea. Venne insignito della Croce al Merito di Guerra, della Medaglia d’Oro di lunga Navigazione per 22 anni di servizio svolto e del titolo di Cavaliere. Nel Comune di Molini fu particolarmente benemerito per diverse opere, soprattutto per la collaborazione ed il forte sostegno alla fondazione dell’acquedotto irriguo della frazione Andagna, paese di origine della sua famiglia, nel 1956. Morì a Genova il 22 marzo 1975.

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