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«In fuga dall’Africa», Paolo Lambruschi ha raccontato il dramma dei profughi di Ventimiglia

Un incontro per spiegare la situazione attuale ad un mese dall'emergenza profughi e migranti

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Si è svolto giovedì al Forte dell’Annunziata di Ventimiglia la conferenza organizzata dalla Caritas Intemelia e Diocesana col patrocinio del comune di Ventimiglia, “In fuga dall’Africa”. Relatore dell’incontro il giornalista di Avvenire Paolo Lambruschi che ha curato numerose inchieste sul traffico di esseri umani.

Un incontro importante a quasi un mese dall’inizio dell’emergenza profughi a Ventimiglia che ha chiarito numerosi aspetti di questa vicenda che ha visto protagonisti in prima persona le associazioni di volontariato come la Caritas, i seminaristi di Bordighera, Croce Rossa, enti locali, forze dell’ordine e tutti quei cittadini che non hanno voluto far mancare il loro apporto ai migranti giunti dall’Africa nella città di confine e sugli scogli di Ponte San Ludovico.

Lo stesso Lambruschi a riguardo ha affermato: «A un mese pare che la situazione a Ventimiglia sia statica come lo è in Europa, la grande attività e solidarietà a diversi livelli della popolazione e la presenza dei migranti è numericamente stabile e sta variando perchè è un popolo che si è messo in movimento e cerca di raggiungere l’Europa.»

Ha poi aggiunto: «Qui si è creato il tappo iniziale in concomitanza con il blocco dei francesi, c’era la chiusura del Brennero. Loro sanno che possono raggiungere i paesi del nord Europa, passando da Milano e poi Bolzano e quindi chi può e chi ha i soldi si muove.»

Ancora Lambruschi: «E ne arrivano altri qua, anche di altre etnie perchè riescono a passare più facilmente, probabilmente non avendo il colore della pelle che li segnala come stranieri. Pare che Ventimiglia in questo momento stia diventando un simbolo di un’Europa che si chiude e che non riesce a frenare il flusso che è inarrestabile, ossia quello dei migranti che fuggono dalle guerre, dalle persecuzioni, dalla miseria e quindi in cerca di speranza in Europa e pertanto non possono certo fermarsi qui.»

Un altro attore principale di questa emergenza profughi è la nostra Caritas diocesana che per voce del direttore Maurizio Marmo ha evidenziato: «E’ ormai un mese che a Ventimiglia sono presenti centinaia di persone e proseguono anche gli arrivi quotidiani. Dopo l’impegno iniziale in collaborazione con i seminaristi nel fornire un pasto caldo alla sera, ci stiamo concentrando soprattutto su un servizio presso la nostra sede che è vicina alla stazione, di consegna di beni di prima necessità, in particolare abbigliamento, scarpe e anche prodotti per l’igiene e crema per la pelle.»

E ancora: «Anche ascolto e consulenza legale perchè non tutte le persone sono ben consapevoli della normativa e della loro situazione. Qualche migrante sta pensando di chiedere protezione in Italia e altri invece che confermano l’intenzione di raggiungere amici e parenti in altre zone d’Europa.»

Ha aggiunto Marmo: «Ogni mattina ci sono dalle 50 alle 60 persone e le richieste ai nostri sportelli sono in maggioranza legali e con l’aiuto dell’avvocato Ballerini stiamo cercando di poter far presentare le domande, come rifugiati, qui a Ventimiglia.»

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