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Il giornalista Andrea Scanzi venerdì 24 luglio a Caffè Venezuela

In piazza San Siro a Sanremo presenta il suo primo romanzo "La vita è un ballo fuori tempo"

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Volto conosciuto al grande pubblico nelle sue molteplici vesti – giornalista de Il Fatto Quotidiano, opinionista su La7, conduttore di “Reputescion” – Andrea Scanzi venerdì 24 luglio a Sanremo si potrà conoscere ed apprezzare in qualità di romanziere nello scenario, sempre affascinante, di Piazza San Siro nel centro storico di Sanremo.

Sarà, infatti, ospite alla rassegna letteraria Caffè Venezuela per presentare la sua sfida letteraria “La vita è un ballo fuori tempo”, affresco di provincia, appassionante e realistico che rivela la vincente vena narrativa del giornalista.

Scanzi racconta la storia di Stevie che, ostaggio della sua dimensione di vita stagnante (sua e di chi gli sta intorno: personaggi fuori sincronia, “fuori tempo” come recita il titolo), decide infine di regolare i conti. Di opporsi. E di scrivere la più lunga e sincera lettera d’amore mai scritta.

“Il coraggio di dire basta ed andar via” può considerarsi, dunque, il filo conduttore della serata che, come gli altri appuntamenti di Caffè Venezuela 2015, è legato al tema del “coraggio”, minimo comune denominatore della rassegna.

“La vita è un ballo fuori tempo” è un romanzo amaro e poetico, con qualche vino e tanto blues, costruito sull’intreccio di voci e storie che fanno da sfondo alla rivolta tutta privata di un eroe molto moderno mentre fuori la realtà morde, e fa male, sotto il velo consolatorio della commedia. La satira esilarante di un Paese inventato, le cui vicende sono fin troppo riconoscibili. Le nostre.

Introduce l’autore il giornalista e scrittore imperiese Marco Vallarino.

L’incontro è in piazza San Siro, con inizio alle 21.15 e ingresso gratuito.

Caffè Venezuela, giunta quest’anno alla quinta edizione, è un’iniziativa realizzata dalla Cooperativa CMC con il contributo e il sostegno del Comune di Sanremo-Assessorato alla Cultura e Turismo.

Si ringrazia per la collaborazione il Casinò di Sanremo e il Grand Hotel Londra.

“La vita è un ballo fuori tempo” (Rizzoli)

Un giornalista di provincia, quarantenne e disilluso, è al centro di una storia surreale. Sullo sfondo c’è un Paese fin troppo riconoscibile. Il primo romanzo dalla penna affilata e brillante di Andrea Scanzi ha per protagonista la “generazione in panchina” di Non è tempo per noi. Per Stevie le cose non potrebbero andare peggio.

In redazione, dove ogni mattina la scure di Zagor gli ricorda lo squallore filogovernativo del suo tronfio direttore; a casa, dove ad accoglierlo c’è solo la labrador Clarabelle, ghiotta di crocchette all’alchermes; e persino al bar, perché la ragazza bellissima e misteriosa che gli prepara il caffè, Layla, ormai da sei anni lo tormenta con la sua indifferenza.

I suoi migliori amici sono un playboy cinico e misogino, un tennista fallito, un cassiere di night vessato dalla moglie e una cavia di prodotti drenanti; e poi c’è Violet dagli occhi tristi, la sua ex, che in qualche modo ce l’ha fatta mentre lui è rimasto in panchina. Tra Stevie e il nonno gourmet Sandro, sosia di Pertini, il più giovane non sembra certo il nipote. In una settimana, però, possono succedere molte cose.

La rivoluzione è imprevedibile, e per forza di cose molto veloce se a guidarla sono quattro agguerriti hacker novantenni, più Amici miei che Antonio Gramsci, determinati a ribellarsi contro l’ennesima celebrazione farsa del governo: la Cerimonia Solenne del Massone Buono. Al loro fianco, in veste di “staffetta partigiana del XXI secolo”, un giovane giornalista che aspettava solo una chiamata alle armi.

Forse però anche per Stevie è arrivata l’ora di regolare i conti. Di opporsi. E di scrivere la più lunga e sincera lettera d’amore mai scritta. Un romanzo amaro e poetico, con qualche vino e tanto blues, costruito sull’intreccio di voci e storie che fanno da sfondo alla rivolta tutta privata di un eroe molto moderno mentre fuori la realtà morde, e fa male, sotto il velo consolatorio della commedia. La satira esilarante di un Paese inventato, le cui vicende sono fin troppo riconoscibili.

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Andrea Scanzi
Nato ad Arezzo nel 1974, è una delle firme di punta del “Fatto Quotidiano”. Conduttore televisivo e opinionista, è anche autore e interprete teatrale (Gaber se fosse Gaber, Le cattive strade). Ha vinto, tra gli altri, il Premio Paolo Borsellino e il Premio Lunezia. Ha scritto dieci libri, compresi i fortunati Elogio dell’invecchiamento (Mondadori 2007, Oscar Mondadori 2015) e Non è tempo per noi (Rizzoli 2013, BestBUR 2014). Questo è il suo primo romanzo.

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