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Giovani… chi cercate? – I “mini” a Lourdes … Loro hanno risposto di sì!

Abbiamo dei giovani, che a vario titolo ed in diverso modo, sono disposti a sacrificare il loro tempo per vivere esperienze che li aiutano a maturare sia umanamente che spiritualmente

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Oggi, a Lourdes, in occasione del Pellegrinaggio Diocesano, in un incontro con le Mini Dame ed i Mini Barellieri abbiamo parlato della Sequela collegandoci al brano del Vangelo (sia in Luca che in Matteo) che racconta l’incontro con il giovane ricco.

Intanto: chi sono i “Mini”?
Sono adolescenti che – nella settimana del Pellegrinaggio – vivono i servizi molto semplici, ma importanti consentiti dalla loro età; guidati da adulti che li spingono a mettersi al servizio degli ammalati e li stimolano così a comprendere quanta gioia ci sia nel farsi prossimi.

Mi è sembrato di cogliere nelle loro parole ed anche nei loro silenzi qualcosa che, proprio sulla base dell’esperienza che stanno vivendo, rivela come Dio prepari per ciascuno di noi un progetto che però, alla loro giovane età, non è facile comprendere e ancor più complicato da interpretare nelle trame di una vita davvero aperta a 360 gradi.
Mi spiego. Vorrei sottolineare due aspetti che ritengo significativi e che sono emersi, magari non in modo chiaro ed evidente dal nostro breve incontro.

Il primo naturalmente è la risposta positiva che questi ragazzi e ragazze hanno dato a chi li ha stimolati a venire a Lourdes. Ogni storia è diversa, come diversi sono i percorsi che li hanno portati sulle rive del Gave: ma sono qui. Loro hanno risposto di sì. Sono qui con i loro dubbi e le loro domande, le stanchezza e le gioie del loro tempo (che forse non sarà solo kronos, ma piuttosto kairós), per vivere un impegno molto faticoso.
Come loro sono molti i giovani che in questi stesso periodo vivono l’avventura dei campi estivi, momento certo di gioia e di fraternità, ma anche spazio di impegno e di fatica. Chi li ha fatti sa benissimo che dai campi si ritorna molto stanchi, ma anche molto felici ed arricchiti.

Abbiamo quindi dei giovani, che a vario titolo ed in diverso modo, sono disposti a sacrificare il loro tempo per vivere esperienze che li aiutano a maturare sia umanamente che spiritualmente.

Secondo aspetto. Abbiamo formatori in grado di aiutarli a leggere il progetto di Dio nella trama così variegata della loro vita? Questi giovani sono seguiti da persone che sono inoltre in grado di cogliere quei “germi di vocazione” che potrebbero manifestare?

Il Maestro, come per il giovane ricco, evidentemente è Gesù; ma Lui ha voluto servirsi di noi e oggi ci chiede di comprendere quanto sia grande la nostra responsabilità. A tutti i livelli.
Poiché non è facile quando sono così tante le opportunità che ti si aprono davanti e non hai, non puoi avere, la maturità necessaria per comprendere cosa fare, saper scegliere senza una guida che – proprio perché ti vuole bene – sia d’aiuto in questo percorso.

Dall’incontro di oggi allora possiamo cogliere questi aspetti e fare un serio esame di coscienza sul nostro impegno di educatori. Un compito che spetta alle famiglie, a i sacerdoti, agli insegnati e a tutti gli uomini e donne che sono convinti sia decisivo per la Chiesa ( ed anche per il Paese) un serio progetto che aiuti a far crescere i nostri figli come uomini e come cristiani. Lo insegnava don Bosco che ricordiamo, in questo anno, nel bicentenario della nascita.

Da Lourdes allora, dalla testimonianza di tante persone che si impegnano da anni nel servizio degli ammalati, ci viene offerto una stimolo in più per leggere la nostra storia.
Per comprendere che quello che viviamo è un kairós: un tempo favorevole.
Non sprechiamolo.

(di Nuccio Garibaldi)

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