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FLC CGIL Imperia: “La verità sulle assunzioni della Buona Scuola”

"Questa perversa lotteria riguarderà molti docenti liguri ed imperiesi"

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Le considerazioni della FLC CGIL Imperia sulle assunzioni della Buona Scuola:
“Ed eccoci arrivati al dunque: con la sua bUONA sCUOLA il premier Renzi ci mostra di che pasta è fatto: prende oltre 55.000 precari della Scuola, la metà circa delle nuove assunzioni, gli stessi che fino ad oggi hanno garantito il regolare svolgimento delle lezioni in questi ultimi 15 anni e li fa concorrere ad una sorta di “lotteria” con in palio un posto di ruolo. Bene si dirà: peccato che INTANTO questa massiccia immissione in ruolo sia praticamente obbligata se non vogliamo pagare diversi MILIARDI di Euro di multa alla Comunità Europea, in seguito alla sentenza da parte della Corte di Giustizia Europea datata novembre 2014. Praticamente lo Stato italiano ha furbescamente utilizzato questi precari per oltre 15 anni senza prevedere per loro un percorso di regolarizzazione, OBBLIGATORIO dopo 36 mesi di servizio.

Quindi condanna, sanzione e… miracolo: Renzi riempie la propria bocca e le vostre orecchie con le fantasmagoriche 100.000 immissioni in ruolo. Lo stesso Renzi che era partito da 150.000 assunzioni, poi ne ha perse un po’ per strada.

Poi approva una legge, la cosiddetta buona scuola, contro tutto e tutti. Utilizzando metodi dittatoriali come la fiducia al senato, dove si temevano agguati da parte della democrazia. Infine parte il piano di assunzioni: metà circa con le vecchie regole e fin lì benissimo, ma poi viene il bello: i restanti docenti, oggetto del piano straordinario, dovranno compilare una domanda per richiedere l’agognato ruolo.

Questa domanda prevede che si mettano in ordine di gradimento tutte, dicasi TUTTE, le province italiane con la fondata possibilità di entrare sì in ruolo, ma ovunque in Italia. I dati relativi al punteggio che si ha in Graduatoria, insieme all’elenco delle province in ordine di gradimento, saranno inseriti in un “ cervellone” che in automatico assegnerà la sede per il ruolo, combinando i due elementi di cui sopra. Insomma, intanto nessuna garanzia di trasparenza, poi tutto sarà possibile, anche che gli imperiesi finiscano in Puglia ed i pugliesi ad Imperia. ASSURDO. E pensare che senza bUONA sCUOLA in 3 anni sarebbero stati tutti o quasi regolarizzati nelle loro province, visti i numerosissimi pensionamenti previsti .

QUESTA PERVERSA LOTTERIA RIGUARDERA’ MOLTI DOCENTI LIGURI ED IMPERIESI

Ora i docenti facenti parte delle Graduatorie ad Esaurimento hanno una età media di oltre 40 anni, difatti sono stati sfruttati fino ad ora per 10 anni in media per ciascuno. E a quell’età si hanno figli, anche piccoli, coniugi, oppure anziani genitori da dover assistere. E’ VERGOGNOSO giocare ai ricatti come sta facendo Renzi: ti do il ruolo ma dove vorrò io. Avremo bambini senza più un genitore, costretto a spostarsi altrove per poter lavorare onestamente.

Inoltre il RICCHISSIMO stipendio di 1300 euro che percepiranno non basterà a mantenerli se finissero in una grande città, dove gli affitti sono carissimi, senza contare che nemmeno i figli, “orfani” a casa loro, avranno più i benefici dello stipendio del genitore, anzi…

Per chi non troverà posto in questa lotteria, la scuola di Renzi prevede l’impossibilità di reiterare i contratti di supplenza oltre i 36 mesi. Infatti la l. 107/15 recita che “a decorrere dal 1° settembre 2016 “i contratti di lavoro stipulati con il personale docente, educativo ed Ata presso le istituzioni scolastiche, per la copertura di posti vacanti e disponibili, non possono superare la durata di 36 mesi anche non continuativi”. Cioè, tutti i precari che lavoreranno per più di 36 mesi saranno definitivamente licenziati: in questo modo il “democratico” Renzi aggira con un trucco la sentenza europea che impone l’assunzione dei lavoratori dopo un massimo di 36 mesi di lavoro per la pubblica amministrazione.

Siamo senza parole e inviteremmo volentieri Renzi, Giannini e Faraone, ministro e sottosegretario all’Istruzione, a farsi un giro nei nostri uffici in tutta Italia: una boccata di aria normale, quella della vita quotidiana di chi davvero lavora, potrebbe fare sì che si rendano conto del disastro che hanno messo in opera per migliaia di famiglie, condizionando anche la funzionalità della scuola stessa: ma come potranno mai questi docenti essere sereni, condizione estremamente importante per svolgere un compito delicato e difficilissimo come quello del docente, avendo dovuto lasciare la propria famiglia a centinaia di chilometri di distanza?”

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