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Edilizia artigiana, -0,6% in Liguria

Figoli (Confartigianato Costruzioni): «Dato che non ci deve illudere: il settore ha ancora bisogno di investimenti e incentivi per tornare competitivo»

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Genova. Con una flessione dello 0,6%, l’edilizia artigiana ligure nell’ultimo anno registra il calo meno marcato d’Italia. L’andamento nazionale viaggia su un valore medio del -3,3%.

Secondo l’Ufficio studi Confartigianato su dati Infocamere-Unioncamere, il settore edile è stato caratterizzato da una dinamica negativa in tutto il Paese. Se il dato meno negativo è quello ligure, in ben tredici regioni il calo risulta superiore alla media nazionale. Nel dettaglio, in Abruzzo si rileva la diminuzione più pesante di imprese artigiane, pari al -6,3% in un anno; seguono Valle d’Aosta (-5,8%), Sicilia (-5,3%) e Molise (-5%).

Insieme alla nostra regione, “regge” solo il Lazio che registra un calo di imprese artigiane inferiore al punto percentuale.

«Il dato tendenziale non ci deve illudere – commenta Paolo Figoli, presidente Confartigianato Costruzioni Liguria e presidente Confartigianato La Spezia – ma ci può spronare a trovare insieme le soluzioni adatte ad aiutare il settore, costituito soprattutto da micro e piccole imprese artigiane, a tornare competitivo. Ci aspettiamo che la nuova amministrazione regionale ponga tra le priorità il nostro settore e siamo pronti a portare il nostro contributo di idee al neoassessore all’Urbanistica ed edilizia Marco Scajola, che ha peraltro già dimostrato sensibilità condividendo e sottoscrivendo le nostre proposte prima delle elezioni. A livello nazionale va per esempio nella direzione giusta il ddl appalti approvato dal senato, che tiene conto delle dimensioni delle imprese e della territorialità, temi espressi in modo articolato nelle nostre priorità».

Il settore è caratterizzato da una forte prevalenza artigiana: con una percentuale del 72,2% la Liguria è la terza regione d’Italia per incidenza di imprese artigiane sull’intero comparto.

Sono ben 17.553 le imprese artigiane liguri sulle 24.318 totali e rappresentano il 4,3% del settore nazionale (che conta oltre 682 mila imprese, di cui quasi 406 mila artigiane). Ai primi posti per incidenza dell’artigianato edile il Piemonte (76,7%) e la Valle d’Aosta (73,6%).

Il panorama provinciale vede una dinamica positiva solo in due province su 105. Tra queste c’è anche Genova, che nell’ultimo anno fa registrare un lieve +0,2%.

Il capoluogo conta 8.730 imprese artigiane edili sulle 11.950 totali, pari a un’incidenza di circa il 73%. Insieme al capoluogo ligure, anche Trieste ha visto un aumento del settore, pur sempre di modesta entità: +0,4%.

Tra le flessioni meno intense, anche quella di Imperia, pari al -0,6% (valore che la colloca al quarto posto in Italia): con un’incidenza del 69%, l’estremo Ponente ligure conta 3.059 imprese artigiane sulle 4.426 totali. Rimanendo a Ponente, la flessione del comparto edile si fa un po’ più marcata a Savona, dove si registra un -1,6%, dato che pone la provincia ligure all’11esimo posto in classifica. Qui il settore conta 5.026 imprese edili, di cui 3.902 artigiane (e un’incidenza del 77,6%). In Liguria il calo più marcato è quello registrato alla Spezia: -2,1% (20esima tra le province italiane). Lo spezzino conta 1.862 imprese artigiane sulle 2.916 totali, pari a un’incidenza sull’intero settore del 63,9%.

«Occorre ridare competitività al nostro comparto – conclude Figoli – partendo anche da una minore tassazione sugli immobili per tornare a investire sul mattone. Un incentivo fondamentale per dare fiducia agli investitori e un po’ di ossigeno alle microimprese artigiane».

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