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Cosa può fare un progettista d’interni per voi?

"Un abitazione, un luogo di lavoro hanno la forza di svelare il carattere di chi vi abita o lavora e quindi di poter comunicare un messaggio che raggiunge a livello di inconscio chi in seguito fruirà lo spazio"

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Sanremo. Abbiamo parlato in senso generale di quelli che dovrebbero essere i presupposti per la progettazione d’interni con un accenno alle dimensioni e proporzioni e, prima di inoltrarci nei dettagli degli ambienti che compongono l’interno che visualizzeremo da varie angolazioni, vorrei darvi alcuni punti chiave per meglio capire cosa può fare un progettista d’interni per voi.Uno dei compiti principali dell’interior designer è cogliere, comprendere e interpretare l’identità del committente per creare l’ambiente ideale, sia esso abitativo o lavorativo. Come precedentemente scritto, un abitazione, un luogo di lavoro hanno la forza di svelare il carattere di chi vi abita o lavora e quindi di poter comunicare un messaggio che raggiunge a livello di inconscio chi in seguito fruirà lo spazio. Il progettista ha l’opportunità di manifestare, attraverso lo studio progettuale, le mode e le tendenze del tempo senza però dimenticare le varie informazioni personali riguardanti il committente e arrivare ad un risultato capace di “comunicare” ed “emozionare”. Le considerazioni da porre in essere sono sostanzialmente suddivise in fasi, che vanno dalla attenta valutazione di stile che il cliente ha in mente alla capacità di formulare un concetto leggibile da proporre in fase di studio, cucito addosso allo stesso. Fanno seguito il budget, lo stile di vita o il tipo di commercio da sviluppare, l’ambiente dove si opera e le dinamiche sociali in cui si svilupperà il progetto se legato alla produttività o commercio.
Ma di cosa dobbiamo tenere conto per una progettazione equilibrata e funzionale?

Riassumo oggi alcuni punti che ritengo importanti per un buon risultato.

Per progettare spazi dove le semplici funzioni quale sedersi, stare in piedi, sdraiarsi, lavarsi bisogna tenere conto della dimensione, della forma e dei movimenti del corpo umano. Conoscere la quantità di spazio necessaria per svolgere determinate funzioni aiuta il progettista a razionalizzare lo stesso evitando inutili “vuoti architettonici” e in determinati contesti sappiamo come lo spazio non sia solo un valore economico. Esistono altre relazioni capaci di studiare la percezione dello spazio vitale (prossemica) considerando le differenziazioni base tra pubblico e privato e le attività in esso svolte. L’interazione tra persone, cose e tecnologie nello stesso ambiente (ergonomia) aiuta in modo “salutare” a pensare oggetti e complementi capaci di essere utilizzati in modo ottimale. Lo stile ed il gusto di uno spazio sono i dettagli finali che contribuiscono a vivere un ambiente con le giuste sensazioni ed emozioni, adatte ad ogni persona e ad ogni luogo: un cameo del progettista, insolito e fuori dagli schemi, renderà davvero unico e personale ogni progetto d’interni.

La casa è il vostro corpo più grande. Vive nel sole e si addormenta nella quiete della notte; e non è senza sogni.

Kahlil Gibran, Il profeta, 1923

Paolo Tonelli

www.paolotonelli.com

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