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Barbone dorme tra lo struscio dello shopping di Oneglia, tante lamentele, ma anche indifferenza

I commercianti del centro onegliese si lamentano e rinnovano l'appello rivolgendosi al Comune affinché si prendano delle decisioni rapide

Imperia. Seduto sul marciapiede aspettando che qualcuno gli lasci una moneta nella scatola di cartone che mette in mostra davanti a sé. Poi, quando non ce la fa più, si sdraia e si addormenta, in mezzo ai passanti.

E’ successo ieri, verso il tardo pomeriggio sotto i portici di via Bonfante all’angolo con la galleria Isnardi, tra lo struscio e l’indifferenza degli imperiesi impegnati a fare gli ultimi acquisti prima di tornare a casa per fare cena.

Vedere un uomo dormire su pezzo di cartone mentre la gente passeggia tra le vetrine dei negozi del centro fa l’effetto di uno schiaffo. Suona come una provocazione, ma è la rappresentazione plastica delle contraddizioni della nostra società. A qualcuno ha fatto impressione, a molti ormai neanche più di tanto.

Ma i commercianti del centro onegliese si lamentano e rinnovano l’appello rivolgendosi al Comune affinché si prendano delle decisioni rapide: “Per una città che vuole fare turismo come la nostra non è certo un bel biglietto da visita – dicono i negozianti – e forse i vigili dovrebbero fare in modo che situazioni del genere non si ripetano più, soprattutto in questo periodo quando in città ci sono anche turisti stranieri. Non si può presentare un quadro così deprimente a chi viene qui in vacanza, facciamo una pessima figura. In Comune sono al corrente di questa situazione. Quando agiranno?”.

E si lamentano anche i clienti dei ristoranti. Sia quelli della Marina che di Calata Cuneo che invece devono fare i conti con venditori di fiori (particolarmente insistenti ndr). A frotte, la sera, girano in lungo e in largo tra i tavoli cercando di vendere una rosa o un garofano.

Sono i venditori di rose prêt-à-porter e tra coloro che cercano di vendere per strada i fiori dell’amore per eccellenza, troviamo prevalentemente bengalesi, pakistani e indiani. “Sono molti di più rispetto all’anno scorso – dice un ristoratore della Marina – arrivano e “molestano” i clienti. Ne mandi via uno e ne arrivano in un colpo altri due. E nessuno li controlla più”.

 

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