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Agnesi Imperia, 2 luglio si torna al lavoro ma la produzione si fermerà ancora

Imperia. Stop forzato. Il quinto dall’inizio dell’anno al quale ne seguiranno altri. Produzione a singhiozzo all’Agnesi di Imperia, la storica fabbrica di via Schiva con i suoi oltre 100 dipendenti e tutto l’indotto che ne raccoglie quasi un’ottantina considerando gli interni, gli autisti e le aziende esterne.

Lo stop continuerà, quasi certamente, anche a luglio e agosto anche se le fermate non sono ancora state inserite in agenda. La cosa certa è che giovedì 2 si tornerà al lavoro dopo la sospensione iniziata lo scorso 22 giugno quando in città si festeggiava San Giovanni. 

Tensione, ma soprattutto malumore, preoccupazione e rabbia. I lavoratori, giusto venerdì scorso, si sono incontrati al bar n.11 di piazza De Amicis. Un’assemblea aperta per illustrare i contenuti del tavolo che si è svolto a Roma. Diciamolo subito: nessuno di loro crede alle parole di Colussi mancando un piano industriale sulla carta. “E’ stato annunciato che la produzione continuerà anche dopo il 30 giugno 2016. Ma noi temiamo che alla fine del 2016 si chiuderà la fabbrica e sparirà il marchio”, dicono in coro.

Un passo indietro. L’azienda aveva aperto l’incontro ribadendo ancora una volta che la produzione della pasta ad Imperia continuerà, secondo gli accordi presi presso il Ministero dello Sviluppo Economico, almeno fino al 30 giugno 2016 e dichiarando che per i dipendenti dello stabilimento di Imperia, dove proseguono tuttora le attività di produzione della pasta con il marchio Agnesi, è stato stipulato, lo scorso 8 gennaio 2015, un contratto di solidarietà per la durata di 12 mesi.  

Il dottor Falconi aveva anche richiamato l’impegno al rinnovo del contratto integrativo e al mantenimento dei livelli occupazionali eventualmente con l’ausilio degli ammortizzatori sociali. L’azienda aveva inoltre confermato l’impegno a portare avanti il progetto cosiddetto “primo piatto”, a cui aveva accennato anche nel corso dell’ultimo incontro che svoltosi presso il Ministero dello Sviluppo Economico lo scorso dicembre 2014.

Il progetto  prevede la collaborazione della Regione Liguria, presso la quale è tuttora aperto il tavolo con i vertici Colussi. Si tratta di un progetto di produzione di nuovi prodotti tipici locali, succedanei della pasta e per il “primo piatto” come ad esempio i sughi pronti, che verranno commercializzati con il marchio Agnesi sia in Italia sia all’estero. A questo fine è stato avviato un progetto di collaborazione con l’università di Pollenzo per la ricerca sulla produzione di tipicità liguri di alta gamma, (compresi il panificato e il dolciario, specialità di Colussi).
Inoltre, sempre per sviluppare il progetto “primo piatto” verranno avviate collaborazioni e partnership a vari livelli con aziende agroalimentari di prodotti tipici liguri.

E sul marchio? “L’azienda – spiegano gli stessi lavoratori – ha dichiarato la volontà di investire sul marchio Agnesi circa 13 milioni e 600 mila euro. Ma, la verità, è che buona parte di quel capitale è stato investito per promuovere altri marchi del gruppo Colussi come Misura, ad esempio”.

Le organizzazioni sindacali hanno espresso la preoccupazione per la fase successiva alla data del 30 giugno 2016: “Data oltre la quale esisterebbe la concreta possibilità dell’interruzione della produzione di pasta Agnesi ad Imperia”, dicono spiegando anche che hanno concluso accordi per contratti di solidarietà per far fronte al problema dei costi, con l’obiettivo di mantenere il livello dell’occupazione invariato.

E’ stato anche chiesto l’impegno del Ministero dello Sviluppo Economico a monitorare il progetto di reindustrializzazione di Colussi su Imperia “non soltanto con il tavolo tecnico di confronto, ma anche facendosi parte attiva di supporto al progetto, incontrando anche le eventuali aziende che entreranno in partnership con Colussi per la realizzazione del progetto ed eventualmente intervenendo col politiche di sostegno”.

 

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