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A Imperia un bilancio preventivo “ingessato”, ecco dove si taglia

L'assessore Abbo: "Presentiamo un bilancio con indicazioni politiche e soprattutto senza risorse"

Imperia. Lo Stato che taglia e i Comuni che fanno fatica a stare in piedi perché le risorse sono sparite: in due anni sono stati tagliati come due milioni e mezzo di entrate.

Parlare di bilanci preventivi con obiettivi positivi dunque diventa materia delicata da discutere. Con una fiscalità al massimo bussare ancora alle porte degli imperiesi non si può.

E in consiglio comunale a Imperia si è discusso di quello con un bilancio, come si dice in gergo, “lacrime e sangue” che è stato illustrato dall’assessore al Bilancio Guido Abbo. “Non sono un tecnico e lo dico adesso a scanso di equivoci – ha detto nel suo intervento preceduto da quelli dei consiglieri di minoranza e maggioranza – Stiamo ancora spalando il fango dalle rovine che ci hanno lasciato. Stiamo gestendo quindi l’emergenza e la giunta ha deliberato oggi l’approvazione del documento contabile anche dopo aver concluso positivamente la questione Tradeco che è stata risolta 12 giorni. In caso contrario avremo dovuto chiedere dei sacrifici sulla Tari”. Oggi l’amministrazione è costretta quindi a fare delle scelte coraggiose come con la Tradeco, sul depuratore. “Ma per operare in queste situazioni occorre tempo”, ha ricordato Abbo. “Oggi presentiamo un bilancio con indicazioni politiche e soprattutto senza risorse. Se nei prossimi quindici giorni prima di una approvazione voi consiglieri potrete fare delle osservazioni”, ha sottolineato l’assessore.

E allora si taglia. Dove? Abbo lo ha detto chiaramente anche prima della presentazione in consiglio non appena il documento è stato approvato in giunta. “Il Comune non potrà più sostenere ad esempio la stagione teatrale del Cavour del prossimo anno”. Altra spina nel fianco? “L’amministrazione Capacci ha ereditato da chi ha governato prima la città mutui pesanti che hanno toccato quota 40 milioni di euro. Facendo i miracoli la giunta ha ridotto la cifra di 7 milioni di euro passando da 40 a 33 milioni”, ha affermato Abbo.

Ma secondo l’assessore al Bilancio “non basta ancora per far navigare la barca in acque tranquille. Non ci sono molti margini di manovra – dice – ma continueremo a ridurre gli investimenti, nostro malgrado, nelle manifestazioni, eventi e purtroppo anche nel sociale. Dobbiamo fare delle scelte oculate perché ci sono da pagare gli stipendi del personale, garantire servizi essenziali come ad esempio l’igiene ambientale”.

Non va neppure dimenticato che sussiste un contenzioso aperto con l’Ati che ha costruito il depuratore. Un impianto che doveva essere consortile, ma che alla fine viene impiegato solo per Imperia. Anche questa è una spesa pesante per le casse del Comune. Ma per il futuro ci sono anche notizie positive per gli imperiesi. Con la rescissione bonaria del contratto con la Tradeco (si rischiava di avviare un braccio di ferro da 15 milioni di euro ndr) le cartelle della Tari che i cittadini riceveranno non subiranno aumenti. La rescissione, come aveva annunciato Riviera24.it, non costerà un centesimo agli imperiesi.

In consiglio Abbo ha parlato in un punto all’ordine del giorno anche di Imu agricola: “Questa tassa va applicata e non possiamo fare retromarcia, vero anche che nel nostro Comune non ci sono tanti addetti in questo settore come altrove”.

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