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Sen. Albano PD “Rivedere il Trattato di Dublino, Ventimiglia non sia lasciata sola”

La protesta dei migranti è pacifica ma determinata. Da qui il rifiuto del cibo di molti. Chiedono di ricongiungersi a parenti e amici che hanno ottenuto asilo in altri Paesi europei

Ventimiglia. La Senatrice ligure Donatella Albano del Partito Democratico ha presentato un’interrogazione urgente ai Ministri Alfano e Gentiloni in merito alla situazione di questi giorni a Ventimiglia, dove circa 500 migranti si trovano in parte presso i locali della stazione ferroviaria, messa a disposizione da RFI, e in parte sugli scogli prospicienti il confine italo-francese.

“Mi pare evidente l’esigenza di rivedere in senso solidale con gli altri Paesi UE il Trattato di Dublino del 2008, non è possibile che l’Italia, e in particolare in questi giorni, la città di Ventimiglia, diventino il “tappo” dell’Europa. Non è possibile che venga impedito ai richiedenti asilo di potersi ricongiungere ad amici e familiari rifugiati in altri Paesi” afferma la senatrice originaria di Bordighera, “a Ventimiglia si riesce ad evitare l’emergenza sociosanitaria grazie innanzitutto alla solidarietà e all’umanità dei ventimigliesi e al preziosissimo lavoro coordinato del Sindaco, Enrico Ioculano, dell’Amministrazione Comunale, della Prefettura, della Questura, delle Forze dell’Ordine, della Croce Rossa e delle Associazioni di volontariato. I Ministri liguri Pinotti e Orlando si sono attivati fin da subito a sostegno di Ventimiglia, con impegno, costanza e dedizione. Ora serve un incisivo intervento in sede europea.”

La Sen. Albano è inoltre intervenuta in Aula in merito alla questione. Di seguito il testo del suo intervento:

“Signor Presidente, Onorevoli colleghi,

dalla tarda serata di giovedì scorso, più di cento migranti hanno iniziato ad affollare l’aiuola antistante il confine italiano nella città di Ventimiglia.

Molti di loro sono arrivati in Italia affrontando la traversata del Mediterraneo a bordo dei famigerati “barconi”. Tanto per rinfrescare la memoria, ancora a marzo abbiamo assistito a una mobilitazione nazionale contro quelle che sono le stragi del Mediterraneo, l’orrore dei morti annegati in cerca di un futuro migliore verso il nostro continente europeo, in fuga da guerre, persecuzioni e situazioni disumane.

A Ventimiglia è giunto parte del flusso che si trovava a Roma presso la stazione Tiburtina e a Milano presso la stazione Centrale, in quanto dal 26 maggio al 15 giugno il confine con l’Austria assisteva alla sospensione del Trattato di Schengen in occasione del contestuale svolgimento del G7 in Germania.

Ventimiglia, una specie di Lampedusa del Nord, con collegamenti e infrastrutture carenti che hanno la tendenza a renderla isolata dal resto della Liguria e dal confinante Piemonte, è diventata mano a mano una specie di “tappo”, accogliendo almeno 80 persone al giorno, le quali arrivano con i treni da Milano o da Roma.

Ma perchè questa situazione? Perchè il Trattato di Dublino, firmato nel 2008 quando governava il centrodestra, eh sì, Ministro era proprio Maroni, quello che insieme al suo segretario Matteo Salvini, grida ora “tutti a casa”, “padroni a casa nostra”, “non accetteremo più migranti” e minaccia illegittime sanzioni verso i Comuni che rispettano le indicazioni delle Prefetture e ricordano che siamo tutti esseri umani, prevede che la richiesta d’asilo da parte del migrante venga fatta nel Paese d’accesso della Comunità Europea. E noi siamo diventati la Porta d’Europa per questi disperati, disperati che ora affollano la Porta d’Italia, Ventimiglia.

Personalmente ho passato 3 giorni al confine, e consiglio a tutti i miei colleghi parlamentari di andare personalmente a vedere, a guardare in faccia i ragazzi, le madri, i padri e i bambini, anche di pochi mesi, che sono ora accolti nella stazione ferroviaria di Ventimiglia, e i disperati che resistono da 3 notti sugli scogli. Con quale coraggio potete dire loro di tornare a casa? Avete mai visto le immagini dei luoghi da cui scappano? No, noi nell’Occidente pacifico non ne possiamo avere un’idea. Forse ce l’hanno i nostri nonni, prima migranti e poi vittime della guerra. Ma noi no. Purtroppo.

Come diceva il compianto Enrico Berlinguer: ” Ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno”. Questa frase la rivolgo a tutti noi parlamentari, qui a rappresentare i cittadini italiani, al Governo, a tutti gli Stati Membri dell’Unione Europea, e ai ventimigliesi, che in questi giorni stanno dimostrando di essere un modello per tutti gli italiani, portando incessantemente la loro solidarietà e la loro collaborazione affinchè tutti, e dico tutti, italiani e migranti, possano stare meglio in questa emergenza.

L’Italia non deve essere lasciata sola, il Trattato di Dublino va cambiato.

Nessuno di noi può pensare di cavarsela voltando le spalle e pensando di arginare in modo violento e disumano i flussi migratori.

Già il fatto che l’Italia sia una terra di transito e non di destinazione ci dovrebbe far riflettere. Gli slogan che certi leader sventolano, espressione del populismo più bieco, rivelano la loro infondatezza.

Grazie Ventimiglia, grazie ventimigliesi, per l’esempio di umanità che state dando oggi all’Italia, come prima di voi i siciliani.

Ma dal Governo serve una risposta più incisiva, sia a livello europeo che, pragmaticamente in termini di fondi per la gestione di emergenze come questa, perchè non si può lasciare sola un’Amministrazione Comunale, la Croce Rossa, la quale sta gestendo instancabilmente l’aspetto sanitario e, in particolare vorrei sottolineare l’aspetto della necessaria mediazione culturale, affidata a giovani volontari, tra cui una diciottenne di origine marocchina che è in Italia da 9 anni.

Ricordo ancora le sue lacrime, sfinita dalla stanchezza, lacrime di delusione per non essere riuscita a convincere una famiglia con madre incinta e figli piccoli, ad abbandonare l’aiuola e recarsi in stazione per ricevere assistenza, terrorizzati da cosa avrebbe potuti attendere accettando il trasferimento.

La protesta dei migranti è pacifica ma determinata. Da qui il rifiuto del cibo di molti. Chiedono di ricongiungersi a parenti e amici che hanno ottenuto asilo in altri Paesi europei.

Chiudo, ringraziando ancora il lavoro della Prefettura di Imperia, della Questura di Imperia, di Rete Ferroviaria Italiana, che ha messo a disposizione i propri spazi, e di tutte le Associazioni e i cittadini che incessantemente portano il loro aiuto. Voi siete l’Italia migliore.”

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