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Piera Poillucci (Forza Italia): “La spiaggia del Prino? Tutt’altro che dog-friendly”

Bocciato dagli animalisti il tratto di litorale a ponente della cittá

Imperia. Nella top5 delle spiagge italiane per cani, primeggia la Liguria con il Bau Village di Albisola. Degne di nota sono anche il Bagno 81 No problem di Rimini, il Dog Beach di San Vincenzo a Livorno, il Bau Beach di Maccarese, vicino Roma, e Porto Fido a Santa Teresa di Gallura, nel nord della Sardegna.

La “maglia nera” andrebbe riservata invece alla spiaggia del Prino che, secondo Piera Poillucci, consigliere di Forza Italia e da sempre amante degli animali, “è tutt’altro che una spiaggia dog-friendly”.

“Ma – chiarisce subito – non è neppure friendly  per gli uomini”. “Non basta piantare un cartello in mezzo alla spiaggia e dire “Ok i cani ora possono entrare”. Quello delle aree riservate ai quattrozampe è un argomento serio che fa affrontato con cura e cervello”.

Da dove si comincia allora consigliere? “Con il buonsenso – risponde decisa – accogliendo i suggerimenti di coloro che possiedono un cane e che vorrebbero trascorrere una vacanza serena con l’amico a quattrozampe”.

Ci faccia un esempio di spiaggia per cani ideale? “Recintata, pulita, con una doccia bassa e un rubinetto dove i nostri amici possono bere e poi attrezzare un’area in ombra. Invece quella del Prino di Imperia non ha doccia, non ha un rubinetto e non ha una zona d’ombra e non può essere certamente definita una spiaggia per i cani”.

Che cosa propone allora all’amministrazione comunale? “Rispolveriamo un’idea sempre valida. Portava la firma di diverse associazioni come la Lega per la difesa del Cane, la Petteam, il Centro Cinofilo Ligure, Centro Mangimi Animali  che conoscono bene le esigenze dei padroni dei cani e si erano fatti portavoce di un progetto serio.  All’amministrazione veniva proposto di individuare e rendere fruibili alcune aree cittadine, riservate, recintate e attrezzate, alle quali poter accedere con i cani, affinché potessero muoversi liberamente senza costituire pericolo o disturbo per la restante cittadinanza. Aree che dovevano essere intese non come un ghetto da emarginare ma un “valore sociale” perché sono un punto di aggregazione per le persone che che si incontrano e creano comunità, con particolare attenzione ai soggetti più svantaggiati, che hanno, in tal modo, la possibilità di intessere relazioni sociali, nuove conoscenze, nuove amicizie”.

E invece che cosa è successo? “Che quella proposta, con oltre un migliaio di firme allegate è diventata carta straccia – dice il consigliere – Senza badare a nulla ecco la spiaggia per i cani del Prino che non risponde certamente alle necessità dei proprietari di cani e neppure dei bagnanti. E’ un ghetto per tutti: per cani e uomini e nessuno ci vuole andare. Onestamente non porterei né un cane né, a maggior ragione, un bambino”.

Che fare allora? “Iniziamo con un intervento radicale di pulizia, un bel colpo di escavatore per togliere canne e sporcizia sarebbe l’ideale. Quindi – è il consiglio del consigliere – attrezziamola come una vera spiaggia per gli uomini e per gli animali. Rendiamola fruibile e pulita come in altre zone d’Italia. Forse solo così potremmo spogliarci della maglia nera ed entrare pure noi nella Top 5 delle spiagge per cani della Penisola”.

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