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Outlet: il comitato rincara il fronte dei no

Ricordiamo, infine, che questa pratica non ha certo brillato per trasparenza, sempre tenuta sotto traccia, gestita senza delibere di giunta, oggetto di vari interessi speculativi

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Sanremo. Il Comitato Per un’altra Sanremo – No Outlet torna a far sentire la propria voce. Si era imposto volontariamente il silenzio stampa in campagna elettorale per evitare che un argomento di così grande rilevanza potesse essere in qualche modo strumentalizzato. Ma ora che i giochi regionali sono stati fatti il Comitato torna sull’argomento e registra con soddisfazione che il fronte dei NO è cresciuto, anche qualitativamente. Proprio in campagna elettorale, infatti, pur non sollecitati si erano espressi nettamente contro l’outlet molti esponenti dei partiti che oggi vanno a governare la Regione: Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d’Italia. Ricordiamo in particolare gli interventi dell’avvocato Berrino e del dottor Bistolfi, che hanno ben argomentato tutti gli aspetti negativi dell’insediamento in ValleArmea che rischia di distruggere il centro urbano commerciale di Sanremo. Ma ricordiamo anche la posizione fortemente negativa del Movimento 5 stelle e pure di alcuni esponenti del Pd.

Ora il Comitato chiede a politici e partiti di mantenere le loro posizioni e di esprimersi quindi in maniera negativa quando, se mai accadrà, la possibile variante di Valle Armea approderà all’esame della Regione. Nel frattempo il Comitato ha anche registrato con grande soddisfazione che le forti perplessità e preoccupazioni che aveva fin da subito manifestato sull’operazione outlet sono state confermate in maniera netta non dal primo qualunque, ma da uno studio fatto dai ricercatori dell’Università La Sapienza di Roma, studio che ha evidenziato le incidenze negative che un outlet avrà sul commercio esistente. E siccome, vista la crisi, i margini dei commercianti che oggi fanno vivere il centro sanremese sono ormai esigui, l’apertura del centro di valle Armea creerà certamente chiusure a raffica con la perdita (e non l’aumento) di molti posti di lavoro, tra l’altro stabili e a tempo indeterminato, e con un impoverimento anche sociale del centro. Ci stupisce che tutte queste indicazioni, ma anche uno studio fatto alcuni anni fa dal Comune, non siano stati ben considerati o percepiti dall’amministrazione cittadina e neppure da molti sanremesi. Non si considera il fatto che si rischia di stravolgere il volto di Sanremo in maniera drammatica. E per che cosa? Per far guadagnare una multinazionale con sede in Lussemburgo? Ricordiamo, infine, che questa pratica non ha certo brillato per trasparenza, sempre tenuta sotto traccia, gestita senza delibere di giunta, oggetto di vari interessi speculativi.

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