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La nostra società sta attraversando un tempo di trasformazioni profonde

Sono assolutamente doverosi la presenza e l’impegno dei credenti perché con la coerenza al messaggio evangelico portino un contributo positivo nell’attuale momento storico di rinnovamento

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In una società caratterizzata dal cosiddetto pensiero liquido che, a causa del rifiuto e dell’ignoranza della metafisica, privilegia il relativismo individualistico, si riscontrano ripercussioni importanti nella cultura e nelle scelte etiche mutevoli dei singoli.

Inoltre si surriscalda la tensione e la polemica dei fautori del relativismo individualistico, i quali tendono a imporre una egemonia libertaria all’intera società, contro coloro che sostengono una opzione culturale ed etica diversa.

Non ci soffermiamo a considerare i risvolti politici e legislativi anche recenti, quanto piuttosto quelli sulla vita quotidiana dove è sempre più diffusa il permissivismo e la deresponsabilizzazione delle coscienze. Così si manifestano incongruenze, ruoli e condizioni invertiti.

Giovanni Cucci (La crisi dell’adulto) osserva: “La scomparsa dell’adulto si traduce anche in una ridefinizione dei ruoli familiari: non sono più i figli a dover imparare dai genitori e a ricevere da loro norme e insegnamenti, ma al contrario sono i genitori che si conformano ai criteri e ai comportamenti dei figli, cercando in questo modo di ottenere la loro approvazione”.

Questa osservazione rileva un dato di fatto: la nostra società sta attraversando un tempo di trasformazioni profonde alla stregua di una eruzione magmatica, della quale non si può prevedere l’esito. E’ una situazione che si sta estendendo nel tessuto concreto delle relazioni umane sia nella loro globalità come nella peculiarità dei singoli ambiti e settori di vita e di operatività.

Sono assolutamente doverosi la presenza e l’impegno dei credenti perché con la coerenza al messaggio evangelico portino un contributo positivo nell’attuale momento storico di rinnovamento, senza timore di sacrifici, con coraggio e convinzione perché come scrive George Bernanos: “Il buon Dio non ha scritto che noi fossimo il miele della terra, ragazzo mio, ma il sale. Il sale, su una pelle a vivo, è una cosa che brucia. Ma le impedisce anche di marcire”.

(di Don Giacomo Simonetti)

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