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Gli Architetti di Imperia incontrano Philippe Daverio

Oltre al professor Daverio, sono stati invitati ad intervenire alla tavola rotonda alcuni protagonisti del panorama politico e culturale sia locale che nazionale

Gli Architetti di Imperia incontrano Philippe Daverio, in un incontro pubblico aperto a tutti, per una riflessione sulle politiche e sulle strategie per la riqualificazione del territorio italiano e sul ruolo dell’architettura sempre più chiamata ad interpretare in modo etico ed estetico i bisogni dei cittadini e le emergenze urbane.

L’incontro sarà anche un momento importante per comunicare la missione principale degli architetti che è quella di contribuire a trasformare il territorio e le nostre città in una miniera di cultura, formazione e bellezza, offrendo un contributo irrinunciabile a risolvere i problemi della condizione del patrimonio edilizio italiano, a innovare i modelli e le tecniche dell’abitare, a promuovere la sostenibilità ecologica ed economica.

Il dialogo con lo storico dell’arte e popolare personaggio televisivo avrà un ampio ventaglio di temi: committenza, società, economia, arte e politica; l’evento sarà un’eccezionale occasione per confrontarsi e riflettere su alcune delle dicotomie del “mestiere del costruire” e su come valorizzare energie e creatività in una società scarsamente predisposta al cambiamento e all’innovazione attraverso la valorizzazione del progetto.

Oltre al professor Daverio, sono stati invitati ad intervenire alla tavola rotonda alcuni protagonisti del panorama politico e culturale sia locale che nazionale.

L’evento, organizzato in collaborazione con il Comune di Imperia in occasione della Festa dell’Architetto 2015, si terrà il prossimo 26 giugno nell’Auditorium della Camera di Commercio di Imperia, dalle ore 15,00 alle ore 19,00.

 

Biografia

Philippe Daverio è nato il 17 ottobre 1949 a Mulhouse, in Alsazia, e vive a Milano dove ha avuto inizio la sua attività di mercante d’arte. Quattro le gallerie d’arte moderna da lui inaugurate, di cui due a New York. Assessore alla Cultura a Milano dal 1993 al 1997, si è occupato del restauro e del rilancio di Palazzo Reale a Milano.

Già opinionista per “Panorama”, “Liberal”, “Vogue”, “Gente”, consulente per la casa editrice Skira, Philippe Daverio si è sempre definito uno storico dell’arte. Così infatti lo ha scoperto il pubblico televisivo di Raitre: nel 1999 in qualità di “inviato speciale” della trasmissione Art’è, nel 2000 come conduttore di Art.tù, poi autore e conduttore di Passepartout, programma d’arte e cultura che ha avuto grande successo e ha notevole riconoscimento di critica e di pubblico. tSi occupa inoltre di strategia ed organizzazione nei sistemi culturali pubblici e privati, e svolge attività di docente: è stato incaricato di un corso di Storia dell’arte presso lo IULM di Milano, e mantiene corsi di Storia del design presso il Politecnico di Milano. Dal 2006 Philippe Daverio è Professore Ordinario di “Sociologia dei processi artistici”, presso l’Università degli Studi di Palermo, facoltà di Architettura – dipartimento Design. E’ membro del Comitato Scientifico del nuovo Grande Museo del Duomo di Milano, del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Cini di Venezia e del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Corriere della Sera. Da marzo 2008 è direttore della rivista d’arte Art e Dossier, della casa editrice fiorentina Giunti. Da dicembre 2010 è anche autore e conduttore di Emporio Daverio su RaiCinque, una proposta di invito al viaggio attraverso le città d’Italia e le unità minori del Belpaese, una introduzione al museo diffuso e uno stimolo a risvegliare le coscienze sulla necessità d’un vasto piano di salvaguardia, obiettivi che sono alla base anche del movimento de sensibilizzazione intorno ai problemi del patrimonio culturale italiano lanciato da Daverio nel 2012 sotto lo slogan Save Italy. Da gennaio 2012 il programma d’arte e cultura Passepartout è stato sostituito dal programma Il Capitale. Collabora con Il Corriere della sera, Il Giorno, Il Resto del Carlino, Bell’Europa, Avvenire e altre testate giornalistiche. Tra le ultime pubblicazioni, si segnalano nel 2011 il volume “Il Museo Immaginato”, edito da Rizzoli, e nel 2012 il volume “Il Secolo lungo della Modernità”, sempre edito dalla stessa casa editrice, con cui nel 2013 ha pure pubblicato “Guardar lontano veder vicino. Esercizi di curiosità e storia dell’arte”.

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