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Un salto nel vuoto nell’ascensore, l’incubo di una donna d’Imperia finisce in tribunale

Imperia. Un salto nel vuoto dentro l’ascensore di un palazzo nel centro di Imperia. Un incidente che ha davvero dell’incredibile, avvenuto il 22 marzo 2010.

Vittima Laura Pizzorno, una donna di 52 anni, di Imperia. Un infortunio che le è costato traumi e disagi per almeno 70 giorni.

Il caso ora è finito nelle aule giudiziarie del tribunale di via XX Aprile.  Il dibattimento, aperto inizialmente davanti al giudice di pace, è stato poi istruito per competenza al tribunale e mercoledì davanti al giudice Paolo Luppi è stata istruita la pratica.

Sul banco degli imputati sono finiti l’addetto alla manutenzione dell’ascensore Luca Costa, difeso dall’avvocato Stefano Rubiu di Milano, e l’amministratore del condominio Marco Bottino, difeso dall’avvocato Maurizio Mattioli. L’accusa è quella di lesioni colpose. 

Laura Pizzorno è difesa dall’avvocato imperiese Tito Schivo che ha affilato le armi migliori e si è costituito parte civile.  “Il caso è gravissimo ­ – sottolinea l’avvocato – ­ Il fatto che non vi fossero segnalazioni e che l’uso dell’ascensore fosse per­messo, nonostante i lavori in corso, è un elemento di chiara responsabi­lità”.

Un passo indietro: il giorno dell’infortunio c’erano lavori in corso nel vano dell’ascensore. Ma nessun cartello segnalava la disfunzione. E l’im­pianto era funzionante. Per quel che le è accaduto ha deci­so, anche in ragione di una serie di lesioni e traumi riportati, di ricorre­re alla tutela di un avvocato, di denunciare i fatti alla magistra­tura e di far seguire all’azione penale una richiesta di risarcimento dei danni.

Che cosa era successo? “La mia assistita nell’accedere ad un uffi­cio di piazza Dante al civico 8, il palazzo sul lato occidentale del Rondò, facendo uso dell’ascensore e dopo aver premuto il pulsante del terzo piano, superato il secondo improv­visamente ha visto spegnersi le luci e ed è piombata in basso di alcuni metri, poi di botto l’ascensore si è ar­restato”. E lei? “Per me è stata un’esperienza terribile, choccante, oltre che dolorosa per le conseguenze fisiche”.

La donna, nell’improvvisa frenata dell’ascensore, ha riportato lesioni ad un impianto ortodontico e un trauma alla colonna vertebrale oltre che contusioni in varie parti del cor­po. L’arresto di schianto dell’ascen­sore l’ha fatta cadere a terra. Al­l’ospedale di Imperia le erano stati diagnosticati alcuni giorni di pro­gnosi salvo complicazioni. Le com­plicazioni, appunto, sono giunte su­bito dopo e le cure si sono protratte raggiungendo i 70 giorni.

Nell’ascensore Laura Pizzorno quel giorno pare sia rimasta chiusa circa mezz’ora, nonostante i tecnici fossero al lavoro nella sala meccanica dove era collocato il mo­tore che muove funi e contrappesi. È rimasta all’interno, sospesa nel vuo­ to per quel tempo. E solo l’interven­to di un amico, avvisato con il telefo­no cellulare le aveva permesso di uscire da quella “prigione”.

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