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Un ponte tra le culture, la storia di Silvia volontaria in Costa d’Avorio

Il nostro gruppo missionario ha identificato il “ponte” come segno indicativo di ciò che vorremmo essere: ponte tra le culture

Per la nostra rubrica settimanale ho pensato di proporvi l’esperienza di Silvia, una donna che vive in Lombardia e negli anni 80 ha trascorso alcuni periodi della sua vita in Costa D’Avorio volontaria per conto della CLMC di Genova (una delle cosidette ONG). Ho conosciuto ed ho lavorato personalmente insieme a Silvia, in quella regione del mondo, accanto ai più poveri.

Il risultato più importante dell’esperienza di volontariato internazionale nei paesi in via di sviluppo è quello che Silvia ci descrive: il suo impegno qui in Italia al suo rientro e l’interesse autentico per l’uomo di qualunque razza o religione, ecco la sua esperienza:

Mi piace quando arrivano in 4 o 5 signore più i bimbi – marocchine, burkinabè e senegalesi, nel negozietto “Vesti e rivesti” che il nostro gruppo missionario ha allestito con l’idea di conoscere queste signore e parlare con loro. Così parliamo della vita e dei problemi di ognuno: salute, scuola dei bambini, lavoro dei papà, parenti lontani, e ci scambiamo informazioni, consigli e aiuti.

E mi piace quando le signore del paese passano per vedere, per capire cos’è questo luogo, o per lasciare qualche borsa di vestiti che a loro non serve più, e si mettono tutte insieme a parlare……….. è come essere al mercato: lingue, gente, colori e vestiti di tutti i generi!

E’ nostalgia la mia? Gli anni intensi vissuti in Costa d’Avorio con la C.L.M.C. – Comunità Laici Missionari Cattolici di Genova – soprattutto con le donne per l’animazione sanitaria nei villaggi, mi ha lasciato il desiderio di continuare questo rapporto e quando vedo per la prima volta delle donne straniere mi sono particolarmente curiosa e tento di iniziare un discorso, che nella maggior parte dei casi ha un seguito positivo.

Ricordo bene quanto mi ha detto il capo villaggio africano quando mi ha accolta: tu sei straniera, non conosci niente della nostra cultura, ma ti affido a una donna saggia del villaggio e ti riferirai a lei per tutto ciò che ti serve. E’ ciò che vorrei fare oggi nel mio paese per le famiglie straniere che arrivano, sperando di essere di aiuto.

Il nostro gruppo missionario ha identificato il “ponte” come segno indicativo di ciò che vorremmo essere: ponte tra le culture. Difficoltà, ostacoli? Certo, ma anche fiducia, soddisfazioni e la convinzione che solo tra l’incontro e il confronto tra le persone partecipiamo alla costruzione di un mondo migliore.

Silvia – CLMC

(di Mimmo Marrara)

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