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Studenti, genitori e insegnanti in piazza contro la #buonascuola

Un sistema che permetta, da una parte, a molti insegnanti, che avevano raggiunto i requisiti (prima della riforma Fornero), di poter andare in pensione e dall'altra di poter assumere e regolarizzare i precari

Ventmiglia. E’ il giorno dello sciopero nazionale contro la riforma della #buonascuola di Renzi e anche nella nostra provincia studenti, insegnanti e genitori scenderanno in piazza alle 11 a Vallecrosia con un flash mob e alle 17 a Ventimiglia a Sant’Agostino con una manifestazione analoga. Anche la politica farà la sua parte in questo sciopero. Il Circolo Comprensoriale Intemelio di Sel sarà presente, oggi al fianco degli insegnanti e di tutto il personale ATA, che aderiranno allo sciopero indetto dalle Rappresentanze Sindacali Unite, contro il disegno di legge “La buona scuola”, firmato da Renzi, Faraone e Giannini.

CGIL, CISL, UIL, SNALS e Cobas – scrive Sel intemelio -, sin dall’inizio dell’anno scolastico hanno promosso iniziative di critiche contro la riforma della scuola voluta da Renzi, dal suo sottosegretario Faraone e dal ministro Giannini, dal momento che, con questo ddl prosegue il processo di privatizzazione della scuola pubblica italiana e non si mette mano, invece, alle diverse e importanti priorità, come un piano serio di edilizia scolastica, che possa rendere davvero sicure le scuole pubbliche. Un sistema che permetta, da una parte, a molti insegnanti, che avevano raggiunto i requisiti (prima della riforma Fornero), di poter andare in pensione e dall’altra di poter assumere e regolarizzare i precari.

Durante la scorsa settimana anche nella provincia di Imperia si sono tenute le assemblee sindacali, a cui hanno partecipato numerosissimi lavoratori del settore scuola e cultura. Durante questi incontri le organizzazioni sindacali hanno chiarito con estrema puntualità e chiarezza gli aspetti più gravi di quella che tutto può essere, tranne che una “riforma”. Leggendo attentamente il ddl si capisce bene che non vi sarà nessuna regolarizzazione dei precari, come invece falsamente afferma Renzi, infatti i 100.000 docenti assunti, saranno gli stessi precari, ai quali verrà applicato un contratto di lavoro a tempo determinato, il quale però non apporterà nessun miglioramento a livello di retribuzione. Al danno si aggiunge la beffa, dal momento che il sussidio di disoccupazione muta formalmente veste in stipendio per i mesi di luglio e agosto, salvo poi scomparire definitivamente a settembre. Un secondo aspetto, che deve spingere anche gli studenti e le proprie famiglie a essere al fianco degli insegnanti che sciopereranno, è costituito dal fatto che questa “riforma” amplifica il potere dei dirigenti scolastici, estendendo così la possibilità di scegliere o escludere categoricamente, a loro discrezione e senza nessun criterio di merito, quelle 100.000 unità entranti in ruolo, più il personale perdente posto e quegli insegnanti già assunti ma che hanno fatto richiesta di trasferimento. Tutte queste persone potranno vedersi negare l’assunzione in una scuola per motivi discrezionali del dirigente, senza che vi sia, invece, un fondato motivo per negare l’assunzione presso un determinato plesso scolastico. Tutto questo è controproducente per la qualità dell’insegnamento e per la democrazia interna degli istituti scolastici, visto che i verbali degli organi collegiali, come il Collegio dei Docenti, avrà la forma di parere obbligatorio ma non vincolante per il dirigente.
“L’allarme che hanno lanciato i sindacati – scrive Giuseppe Picchianti del Coordinamento Provinciale di Sel – è da tenere bene in mente e anzi, bisogna informare tutti i cittadini dei motivi seri e fondati per cui il personale della scuola ha deciso di incrociare le braccia il prossimo 5 maggio. Vi può essere il fondato timore, ad esempio, che il fenomeno corruttivo faccia ingresso anche nella scuola, dal momento che se i dirigenti scolastici avranno pieno potere di assumere un docente o meno, senza ricorrere a parametri oggettivi e di merito garantiti per legge, allora la discrezionalità potrebbe lasciare il posto a simpatie o antipatie. Questo ddl inoltre non offre una risposta nel merito alla sentenza della Corte di Giustizia dell’UE, la quale ha condannato l’Italia per la disparità di trattemento nei confronti dei precari, il che significa non solo far crescere, giorno dopo giorno, la multa derivante dalla mancata risposta alla sentenza, da parte di questo governo, che invece persevera nell’errore, poichè non elimina i vizi sostanziali del sistema scolastico”.

Il gruppo parlamentare di Sinistra Ecologia Libertà, in Commissione Cultura alla Camera dei Deputati, ha proposto emendamenti al ddl sulla scuola, recependo anche le proposte che giungono dal mondo sindacale, ma, anche sotto questo aspetto, il Governo e il Partito Democratico si sono sottratti al confronto.

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