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Negligenza o tragica fatalità? A novembre udienza per la morte di un’anziana

Nell'udienza di novembre saranno ascoltati due testimoni che deporranno davanti al pm Lorenzo Fornace.

Diano Castello. Tutto rimandato all’udienza del prossimo 10 novembre davanti al giudice del Tribunale Maria Grazia Leopardi, per quanto concerne la morte di Angela Ardissione l’86enne malata di Alzheimer che uscì dalla casa di riposo Quaglia di Diano Castello, inciampò e morì nell’ottobre 2011.

Il decesso poteva essere evitato secondo la procura e pertanto su Gianfranco Fiscella, 65 anni, medico e direttore sanitario della struttura è oggetto di dibattito in aula. Secondo l’avvocato Erminio Annoni, difensore del medico e direttore sanitario della struttura, la morte dell’ottantenne fu una tragica fatalità. Senza responsabilità di terzi.

Nell’udienza di novembre saranno ascoltati due testimoni che deporranno davanti al pm Lorenzo Fornace.

Secondo quanto ricostruito dall’accusa la donna, affetta dal morbo di Alzheimer, era uscita dalla casa di riposo con l’intenzione di tornare nella sua abitazione situata poco lontano: inciampando aveva battuto la testa sul selciato. Un trauma che pochi giorni dopo ne aveva provocato la morte in ospedale.

Un incidente che per l’accusa poteva essere evitato. La pensionata aveva già eluso la vigilanza degli addetti e  il suo stato patologico avrebbe dovuto consigliare una maggiore attenzione. Nel caso giudiziario erano uscite di scena due infermiere pure loro indagate.

Nel processo aperto in tribunale a Imperia non c’è stata costituzione di parte civile della famiglia. Ma in accordo con l’avvocato Chiara Cappellin ha deciso di rivalersi  per una causa di risarcimento.